Il dovere della memoria

Dopo la liberazione di Roma, la terribile verità dei campi di sterminio non è ancora conosciuta. Quando l’ambasciatore d‘Italia a Varsavia consegna un elenco di 45 persone sopravvissute, ci si chiede dove sono finite le migliaia di persone deportate.

Si  portano le foto dei parenti scomparsi al Comitato Ricerche Deportati Ebrei (CRDE) nella speranza che qualcuno possa fornire informazioni. Poi, quando non vi sono più speranze,  si  raccolgono testimonianze della Shoà: lettere, liste di di trasporto dei deportati, bigliettini gettati dai treni; si interrogano i reduci.

Nel 1957 il presidente del CRDE, Massimo Adolfo Vitale, consegna la raccolta  al Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC). Le foto sono state restaurate, ripulite dalle macchie di umidità.

WHY

“Perché i fumetti? Perché i topi? Perché l’Olocausto?”. Sono le tre domande rivolte più frequentemente ad Art Spiegelman, l’autore di Maus (dal libro “Conoscere la Shoà” di Massimo Giuliani. 

Scrive Liliana Picciotto nel capitolo “Le fotografie della Shoà italiana”, in “Conoscere la Shoà” di Massimo Giuliani

L’unica domanda che è lecito porsi davanti a queste immagini è: a che cosa servono queste foto a noi, qui e adesso? Servono a ricordarci che queste persone mancano all’ appello dei vivi, che tutta una generazione è sparita, che di loro è stato fatto scempio e che noi abbiamo il dovere della memoria.

Non sono le foto prese a una a una che parlano, ma lo spazio che esse occupano, il loro essere tutte insieme. La collezione in sé induce emozione e senso di responsabilità. Chi guarda è portato naturalmente a cercare di capire a chi appartengono quei volti, dove è nata una tal persona, che fine ha fatto, assieme a chi è stata deportata, e molto altro. È una specie di movente a posteriori generato dopo che lo sguardo si è posato sulla fotografia. La coscienza civile è trasferita dallo sguardo di chi scatta allo sguardo di chi fruisce di queste immagini.

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Massimo Giuliani, Conoscere la Shoà (contributi di Liliana Picciotto: “Le fotografie della Shoà italiana” e di Renata Badii, “Maus di Art Spiegelman: educare alla Shoà attraverso i cartoon”)

Le fotografie della Shoà italiana Liliana Picciotto

 

Informazioni su Velia Loresi

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