Tristezza, rabbia, frustrazione

Nel ghetto di Lodz, dove dall’ ottobre del 1941 la sedicenne Lucille è rinchiusa con la madre e la sorella, è Rumkowski, l’ ”Anziano degli ebrei”, che fa in modo che gli ordini dei tedeschi vengano eseguiti . È lui che firma gli avvisi  con l’elenco delle persone che saranno deportate  o con l’avvertimento che le razioni di pane, già scarse,  saranno diminuite  quando la popolazione del ghetto aumenta.

Foto del libro

In  quei giorni piangevo lacrime di tristezza, rabbia, frustrazione e pura e semplice debolezza.  Non mi ero mai sentita così sola  in mezzo a tante persone, né mai tanto disorientata. Avevo sedici anni; e nonostante la presenza di mia madre, di Karin e di quattro compagni di stanza sentivo di non avere amici. Non avevo nessuno con cui parlare e di certo nessuno con cui confidarmi. Come mi sarei potuta lamentare con altri dell’assoluta mancanza di speranza della nostra condizione? Non eravamo tutti già abbastanza tristi?                                                                                                        L’unico amico di Lucille è Shlomo che, spingendo il suo carretto con articoli di merceria , le racconta di Rumkowski, di come abbia molestato i bambini dell’orfanotrofio da lui diretto. Il giovane Sergei  che aveva raccolto le testimonianze dei bambini ora è anche lui nel ghetto dove domina Rumkowski.

Polizi atedesca e ebraica all'entrata del ghetto

Polizia tedesca ed ebraica all’ingresso del ghetto di Lodz

Lodz, la Sinagoga grande, distrutta durante la Seconda guerra mondiale

Stavo per attraversare la strada quando sentii un acuto calpestio di zoccoli. Nonostante il buio riuscii a distinguere un cavallo grigio chiazzato, il vetturino appollaiato sul trespolo, e –seduto all’ interno della carrozza- Rumkowski che guardava dritto davanti a sé. Mi chiesi che tipo d’uomo fosse, e se davvero avesse  molestato quei bambini all’ orfanotrofio. Eccolo lì, l’uomo che governava l’intero ghetto e le vite di  noi tutti, e per un istante brevissimo lo invidiai. Invidiai il potere assoluto sulle scorte di cibo, mentre io pativo la fame e avrei continuato così chissà fino a che punto.          Quando viene  annunciata la distribuzione di 50 grammi di carne a persona, tutti sono costretti a fare file interminabili al freddo. Quando  arriva il turno di Lucille, la carne è finita e si dovrà fare un’altra fila il giorno dopo. Vengono maledetti il macellaio, il ghetto e, ancor più, Rumkowski.

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Lucille Eichengreen, Rumkowski e gli orfani di Lodz

Nel ghetto di Lodz

Informazioni su Velia Loresi

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