Archiviazione

Simon Wiesenthal, che  ha dedicato la sua vita alla ricerca degli ex nazisti, afferma che le istituzioni, che avrebbero dovuto impegnarsi per far trionfare il diritto, hanno a lungo contrastato la ricerca di quei criminali anziché  favorirla. Quelli che avrebbero dovuto dar loro la caccia sono stati i primi ad avvertire gli antichi camerati e a metterli in allarme quando si era sulle loro tracce.

Questo è vero particolarmente per Alois Brunner, figlio di padre ebreo e madre ariana, collaboratore di Eichmann e criminale definito “inventore del collaborazionismo ebraico”: nei luoghi dove è stato inviato si è fatto aiutare, con promesse e minacce, da membri delle varie comunità ebraiche per catturare i loro correligionari,  radunarli e infine deportarli.

Alois BrunnerAlois Brunner

È impossibile dire chi fra Eichmann e Brunner sia stato il più micidiale. Essi costituiscono le due metà paritetiche di una stella doppia della morte. Ma Adolf Eichmann fu perseguitato, braccato per mezzo mondo e infine impiccato. Alois Brunner vive indisturbato in una villa a Damasco. Il suo indirizzo è noto a tutti, si sa in che modo egli fa arrivare soldi alla famiglia, e di quando in quando rilascia un’intervista a un grande rotocalco, nella quale si rammarica di non esser riuscito a ripulire completamente il pianeta dagli ebrei.

Vienna, Praga, Salonicco: quando Eichmann vuole che le deportazioni avvengano più rapidamente sa a chi rivolgersi. E Brunner promette agli Jupo (Judenpolizei, polizia ebraica) protezione per loro e per le loro famiglie: ma il capolinea è sempre la camera a gas. Le ruberie sono ben consentite, ai suoi uomini: a Salonicco le lastre di marmo del cimitero ebraico vengono portate via per rivestire le pareti di una piscina delle SS.

E poi Parigi: qui, con astuzia diabolica, fa inviare false cartoline dalle quali risulta che gli ebrei deportati stanno bene e hanno trovato un lavoro.

E ancora, Brunner opera nel sud della Francia, che rende judenrein, e in Slovacchia dove fa arrestare e deportare Gisi Fleischmann inviata per avere un colloquio con lui.  

Alla fine della guerra, è proprio la Croce Rossa, che ha sempre considerato i campi di concentramento un affare interno tedesco e che, fornendo documenti falsi e  in collaborazione col vescovo Hudal, aiuta in massa i criminali nazisti a fuggire, ad informare Brunner che si stanno facendo ricerche su di lui permettendogli così di mettersi in salvo.

I miei tentativi di rimettere in moto un procedimento date tutte queste palesi contraddizioni sfociarono, dopo una lunga corrispondenza, nella chiara spiegazione da parte della procura di Stato secondo la quale la Croce Rossa aveva inteso l’azione da lei intrapresa non come “avvertimento”, sibbene come “misura necessaria nell’ ambito del suo servizio di ricerca”. Il 1° gennaio 1969 seguì la notizia ufficiale dell’archiviazione.

Damasco

Damasco

Una mente diabolica  le cui azioni suscitano riprovazione e sdegno ancora dopo tanto tempo ma è il tribunale di tutti coloro che sanno o verranno a conoscenza dei suoi crimini nei secoli avvenire che lo giudicherà. E non ci saranno più Odessa o una Croce Rossa a proteggerlo  o documenti falsi e vie di fuga  per lui.

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Simon Wiesenthal, Giustizia non vendetta. La mia vita a caccia di nazisti

Giustizia non vendetta 1

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