Organizzazione nazista clandestina

Nell’immediato dopoguerra Wiesenthal e il capo della Direzione della Sicurezza per l’Austria superiore, Franz Ruppertsberger,  si occupano di un’organizzazione neonazista, il SORBE, Movimento sociale per l’ordine europeo. Il Sorbe è stato fondato da  un industriale di Graz, Theodor Soucek: si distinguono  un’ala “politica” del movimento (il nazismo mira a riacquistare un posto nella vita politica) e un’ ala “militare” che offre  aiuto agli ex nazisti fuggiti dai campi d’internamento degli Alleati fornendo loro documenti e passaporti.

 Vi sono due liste di ricercati dalla giustizia austriaca. Nel primo gruppo sono compresi tutti coloro che sono stati nella Gestapo, o hanno prestato la propria opera nei ghetti o nei campi di concentramento. Sono accusati di omicidio. In un altro gruppo si contano coloro che hanno preso parte attiva all’Anschluss: sono accusati di alto tradimento e vanno incontro alla confisca di tutti i beni.

In questo secondo gruppo sono compresi quelli che vengono chiamati “illegali” cioè coloro che hanno aderito al partito nazista prima dell’Anschluss, prima del 13 marzo 1938, e che possiedono un numero di tessera inferiore a 6600000.

Negli anni del regime nazista molti erano riusciti ad accaparrarsi un numero inferiore a questo semplicemente portando due testimoni che confermassero la loro adesione “nel cuore” al nazismo già prima della data del 13 marzo. Poter affermare di essere iscritti al partito nazista già prima dell’annessione dell’Austria, dava diritto a moltissimi vantaggi. Innanzitutto conferiva prestigio; poi dava diritto di precedenza nella distribuzione dei beni confiscati agli ebrei e nella ‘arianizzazione’ degli immobili, delle abitazioni o dei negozi degli ebrei rispetto agli iscritti al partito con un numero di tessera superiore. 
Parata di gerarchi nazisti a Vienna
Parata di gerarchi nazisti a Vienna  (da Wikipedia)

Dopo il 1945 per costoro arrivò la doccia fredda: adesso dovevano far carte false per far credere ai funzionari di non essere in realtà degli “illegali”, ma di essersi procurati solo successivamente con la frode quel basso numero di tessera. E per dimostrarlo avevano un’altra volta bisogno di due testimoni –i cosiddetti “testimoni di denazificazione”- e accadde pure, più di una volta, che si trattasse di quegli stessi che a suo tempo avevano reso la testimonianza opposta.

Molte persone (sia quelli accusati di alto tradimento che quelli accusati di omicidio o strage) hanno bisogno ora di  assistenza giuridica e finanziaria e di documenti per poter rifugiarsi all’ estero. Ed è proprio di questo che si occupa l’organizzazione di Soucek, finanziandosi attraverso  il mercato nero.

L’organizzazione nazista clandestina di Soucek aveva perciò una doppia funzione: non era soltanto la fucina di quadri per il partito di domani, ma anche il centro di servizio più importante per il partito di ieri.

Alla fine delle indagini, Soucek viene condannato a morte e la condanna è commutata nel carcere a vita. Dopo due anni Soucek ottiene la grazia. 

Tutta l’ organizzazione viene completamente smantellata. Solo in seguito Wiesenthal conoscerà il nome dell’operazione: Odessa

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Simon Wiesenthal, Giustizia non vendetta. La mia vita a caccia di nazisti

Giustizia non vendetta 1

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