Rendere la propria testimonianza

Dopo che i soldati americani entrano a  Mauthausen, il 5 maggio 1945, i prigionieri rimangono ancora per qualche tempo nel campo. La morte continua a mietere vittime. Muoiono anche alcuni che, per saziare la fame arretrata, si gettano sul cibo ora disponibile fino a non sopravvivere a causa del loro organismo ormai debilitato.

Gli americani ora costringono i civili nazisti fatti prigionieri  a seppellire i morti, ma quelli non ce la fanno di fronte all’ orrore: indossano i guanti, non sopportano l’odore nauseabondo. Hanno vissuto per anni nelle vicinanze, hanno sentito l’odore dei forni crematori e visto le file dei prigionieri e dicono di non aver  mai compreso nulla. Uno di loro si vanta di non aver mai denunciato il parroco che ascoltava Radio Londra.

Non è più Peter Michael Lingens che parla ma lo stesso Wiesenthal.

Per la prima volta mi rendevo direttamente conto di quanto vigliacchi fossero questi uomini, in quanto, anziché fare i conti con la loro colpa, questa colpa negassero e rimuovessero sino al punto di non riuscire quasi più, alla fine, a vederla.

Noi tutti avevamo scarso piacere a parlare con questa gente, ma una cosa ci era ormai chiara: i tedeschi e gli austriaci non si sarebbero limitati a prendere atto con costernazione di quello che avevamo vissuto –  l’avrebbero anzi contestato.  Ognuno di noi superstiti era un testimone e aveva il dovere di rendere la propria testimonianza.

Più di ogni altro questo dovere l’aveva un sopravvissuto ebreo. La consapevolezza che io ero rimasto in vita, mentre tanta gente, più dotata, più intelligente, più degna, era morta mi pareva a volte un’offesa alla giustizia: potevo ripristinare l’equilibrio soltanto rendendo giustizia ai morti.  

2013, Centro Wiesenthal lancia campagna di caccia ai criminali nazisti 

Wiesenthal scrive in polacco una lettera al colonnello Richard Seibel  che lo ha accolto la prima volta, debolissimo, nello War Crime Office, con una lista di 91 nomi.    

Quarant’ anni dopo, Wiesenthal incontra di nuovo Seibel a Los Angeles in occasione di una cena in onore dei liberatori del ’45: commossi, i due uomini si abbracciano.

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Simon Wiesenthal, Giustizia non vendetta. La mia vita a caccia di nazisti

Giustizia.. Wiesenthal

 

Informazioni su Velia Loresi

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