Parallelismi

Quando esplode la guerra del Libano, 1982,  l’opinione pubblica è generalmente poco informata sulla situazione mediorientale. L’invasione del Libano viene  percepita come un momento di aggressivo espansionismo dello Stato di Israele. Si moltiplicano i confronti tra violenza nazista e sionista; si rispolverano vecchi stereotipi e pregiudizi legati all’ebraismo e si esprime angoscia nei confronti delle vittime trasformate in  carnefici. Già, molti hanno avuto difficoltà ad accettare l’occupazione dei territori al tempo della Guerra dei 6 giorni.

…il confronto deformante tra nazismo e Israele divenne, nell’ estate del 1982, uno degli elementi portanti il discorso pubblico sulla guerra in Libano in tutta l’Europa.

Prendono posizione in questo senso il premier greco Papandreou, il primo ministro socialista austriaco Kreisky, il presidente francese Mitterrand. Tra i più severi critici  di Israele vi è anche un intellettuale come Yeshayau Leibowitz che nel 1982  denuncia la guerra in Libano come una politica “nazi-sionista”.

Guerra del Libano 19821982: Guerra del Libano

...parallelismi tra le persecuzioni razziali dei fascismi e l’ oppressione dei palestinesi, e confronti tra la violenza esercitata dall’ esercito israeliano e le politiche di sterminio messe in atto dai nazisti e dai loro collaboratori furono gli elementi distintivi del modo in cui i media vollero leggere il conflitto in corso.

In Italia non si fa eccezione: il presidente della Repubblica Sandro Pertini paragona la sorte storica degli ebrei a quella dei  palestinesi; sulla stampa comunista appaiono titoli come “Vogliono solo un massacro”; il celebre Fortebraccio scrive che Begin e Sharon assomigliano ai nazisti.

Era scontato che  il Pci esprimesse tutta la sua contrarietà a quell’ operazione politico-militare. Ciò che appariva nuovo anche in ambito comunista erano l’intensità, la ripetitività e la frequenza di quel tipo di accostamenti: la forza con cui si impose allora l’ immagine dei “nazi-sionisti” non trova riscontro negli anni precedenti.

Decaduto il mito del kibbutz, politica e cultura italiana appaiono incerte di fronte ad  una realtà che sembra aver tradito l’impianto idealmente  socialista di un tempo.

Inoltre, si deve tener conto dell’inquietudine esercitata dall’ immagine della vittima che si fa carnefice, quasi un rovesciamento della storia: e non si tratta, per Marzano e Schwarz, autori di “Attentato alla sinagoga”, di dare credito al parallelismo tra  genocidio nazista e  conflitto arabo-israeliano, ma si vuole capirne il significato.

…da un lato c’era la rilevanza assunta nel corso dei decenni precedenti dai temi dell’ anticolonialismo e dell’anti-imperialismo nella risemantizzazione del discorso antifascista, dall’altro la forza e la determinazione militare d’Israele avevano messo in discussione l’immagine dell’ ebreo come vittima archetipa, innocente e indifesa.

Giorgio Manacorda, germanista, poeta, scrittore

Giorgio Manacorda, germanista, poeta , scrittore

Giorgio Manacorda afferma che “gli israeliani sono quelli che sono, non possono essere come noi li vorremmo per vivere in pace con le nostre coscienze o, meglio, con la nostra Weltanschauung”. Alain Finkielkraut osserva che la colpa degli israeliani è di essere poco ebrei o di esserlo male e, divenendo forti e aggressivi, hanno “perduto la vocazione”.

Sia che si parli di nazi-sionisti sia che si affronti il discorso religioso, c’è un’idea comune di tradimento di sé compiuto dall’ ebraismo.

Religione e politica, cronaca giornalistica e immaginario si fondevano così in un magma incandescente che non era circoscritto alle pagine dei giornali o agli schermi televisivi, ma avrebbe lasciato traccia del suo passaggio anche nella vita politica e associativa, infiammando le strade e le piazze in occasione delle tante manifestazioni e dei numerosi momenti di mobilitazione, nonché dando luogo anche a episodi di violenza antisemita.

+++++

Arturo Marzano-Guri Schwarz, Attentato alla sinagoga. Roma, 9 ottobre 1982. Il conflitto israelo-palestinese e l’Italia

2 Attentato alla sinagoga

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Questa voce è stata pubblicata in ARTURO MARZANO-GURI SCHWARTZ, Attentato alla sinagoga. Roma, 9 ottobre 1982. Il conflitto israelo-palestinese e l'Italia. Contrassegna il permalink.