Una pagina gloriosa della nostra storia

Ho letto le lettere che Heinrich Himmler e la moglie Marga si scambiarono nel periodo dal 1939 al 1945, piene di cortesie e attenzioni anche dopo la nascita dei due figli di Hedwig Potthast: sono lettere piuttosto banali che forse possono interessare maggiormente storici e studiosi.

Finché non ho incontrato l’orrore degli orrori, qualcosa di cui non ero ancora a conoscenza.

Mi piacerebbe sapere che cosa direbbe oggi Hedwig, l’amante di Himmler, una donna che, stando alle testimonianze di chi l’ha conosciuta, era una donna colta e intelligente oltre che molto cordiale. Forse oggi rabbrividirebbe anche lei leggendo le parole pronunciate dal padre dei suoi figli Helge e Nanette-Dorothea, a Poznan nell’ottobre del ’43.

Riporto una pagina del libro “Heinrich Himmler. Il diario segreto” , curato da Katrin Himmler e Michael Wildt.

Himmler visita un campo di concentramento

Il 4 ottobre 1943, Himmler tenne il suo discorso tristemente noto davanti ai principali comandanti delle SS a Poznan: vi descriveva senza infiorettature la situazione militare disperata e lanciava un appello alle SS, le cui “supposte” virtù particolari erano secondo lui le uniche ancora in grado di segnare una svolta nella guerra. Una di queste era una durezza implacabile.

“Sapere come stanno i russi, come stanno i cechi, mi è totalmente indifferente. Quanto c’è del buon sangue della nostra specie in seno a questi popoli, lo andremo a cercare, se necessario rapendo i loro figli ed educandoli a casa nostra.

Sapere se gli altri popoli vivono nell’ agio o crepano di fame m’interessa soltanto nella misura in cui ne abbiamo bisogno come schiavi per la nostra cultura; il resto non mi interessa.

Che diecimila donne russe muoiano di fatica scavando una trincea anticarro o meno, questo non mi interessa se non nella misura in cui la trincea anticarro è realizzata a vantaggio della Germania.

Noi non saremo mai brutali e senza cuore laddove non è assolutamente necessario; va da sé. Noi, tedeschi, che siamo i soli al mondo ad avere un comportamento onesto verso l’animale; avremo anche un comportamento decente nei confronti di questi animali umani”.

In questo discorso Himmler parlò con altrettanta franchezza dello sterminio degli ebrei:

“Questo fa parte delle cose che si dicono facilmente. “Il popolo giudeo sarà sradicato”, dice ogni membro del partito; beninteso, è nel nostro programma: eliminazione degli ebrei; sradicamento; andiamo!”

Ma in seguito eccoli che arrivano, questi ottanta milioni di tedeschi coraggiosi, ognuno con il suo bravo ebreo. Molto evidentemente, gli altri sono dei farabutti, ma questo qui è un ebreo speciale. Di tutti quelli che parlano così, nessuno ha visto, nessuno ha sopportato.

La maggior parte di voi sa cosa significa quando cento cadaveri sono allineati gli uni accanto agli altri, quando ce ne sono cinquecento o quando ce ne sono mille. Aver resistito di fronte a questo – a parte in casi di eccezionali debolezze umane- e nello stesso tempo essere rimasti incorrotti è ciò che ci ha reso duri.

È una pagina gloriosa della nostra storia; una pagina che non è mai stata scritta e che non dovrà mai essere scritta”.

Questo è l’orrore!

++++++++++++

Heinrich Himmler, Il diario segreto attraverso le lettere alla moglie 1927-1945

Heinrich Himmler

 

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Questa voce è stata pubblicata in HEINRICH HIMMLER, Il diario segreto attraverso le lettere alla moglie 1927-1945. Contrassegna il permalink.