In maniera meticolosa

Si sa che Hitler non ha lasciato diari e Göring ha lasciato tracce scritte solo sui documenti ufficiali. Di Goebbels si conosce  un diario destinato a fare luce  sulla sua vita politica; solo Himmler ha lasciato numerosissime lettere scritte alla moglie Marga negli anni che vanno dal 1027 al 1945, sino a poco prima del suicidio del gerarca nazista.

E’ stato possibile constatare l’autenticità delle lettere, che ora appartengono , come ci informano i curatori del libro Katrin Himmler e Michael Wildt , alla documentarista israeliana Vanessa Lapa. Sono state utilizzate per girare il film Der Anständige, L’uomo onesto, presentato al festival di Berlino nel 2014.

Uno dei più grandi carnefici della storia, quindi, è il criminale nazista di cui abbiamo la maggiore quantità di documenti della sfera privata. Le lettere di Heinrich Himmler alla moglie Marga, mai pubblicate fino a oggi, e le risposte di lei si completano a vicenda per produrre una vasta corrispondenza che si dipana dal loro primo incontro, nel 1927, alla fine della guerra, nel 1945.

Berchtesgaden

Berchtesgaden

Heinrich e Marga si conoscono nel settembre del 1927 sul treno da Monaco a Berchtesgaden dove la giovane era in vacanza. A Himmler piacciono i capelli biondi e gli occhi azzurri di Marga. Ma negli anni successivi i due scopriranno di avere molte cose in comune: il disprezzo per la democrazia, l’antisemitismo, la fiducia nella vittoria del “movimento”.

Quello che appare evidente nelle  lettere è la banalità delle cose che vengono scritte. 

Ciò che colpisce, tuttavia, è quello che non si trova in queste prime lettere: né Heinrich, né Marga mostrano un vero interesse reciproco. Non fanno domande sulla quotidianità, sulla famiglia, sul passato o sui desideri dell’altro; talvolta parlano di esperienze o discussioni “molto interessanti” senza che compaia mai in maniera esplicita ciò che è “interessante”; in una parola, entrambi mancano totalmente di curiosità e di empatia. L’amore che provano si esprime con formule stereotipate o con interminabili ridondanze…

Gli scritti di Marga mettono in evidenza il suo animo gretto, da piccoloborghese; le lettere di Heinrich sono costituite da un verbale preciso, accurato, una vera e propria enumerazione delle azioni compiute durante la giornata.

Il carattere formale delle sue dichiarazioni d’amore, la povertà dei suoi sentimenti, chiara sin dalle prime lettere a Marga, si ritrovano in una lettera che aveva indirizzato a Hedwig Potthast (la sua amante) che è stata conservata. Non soltanto il contenuto e lo stile sono sovrapponibili –tanto da trarre in inganno- a quelli dei suoi primi messaggi a Marga, ma le parole finali sono identiche a quelle che scriveva sedici anni prima a sua moglie: “Bacio le tue care e belle mani e la tua dolce bocca”. 

Ciò che  bisogna temere, per i curatori del libro, è proprio l’apparente normalità piccoloborghese che risalta evidente nel carteggio.

Ciò che traspare da questi scritti non è la “banalità del male”. Himmler non era affatto ciò che Hannah Arendt, a torto, aveva creduto di individuare nella persona di Adolf  Eichmann: un ingranaggio in un meccanismo totalitario che basava il suo funzionamento sul principio della divisione del lavoro; un uomo incapace di immaginare le conseguenze del suo operato. Himmler voleva ciò che faceva, e voleva  farlo in maniera meticolosa, affidabile e “corrett[a]”. 

+++++++++++++

Heinrich Himmler, Il diario segreto attraverso le lettere alla moglie 1927-1945

Il diario segreto

 

 

 

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Questa voce è stata pubblicata in HEINRICH HIMMLER, Il diario segreto attraverso le lettere alla moglie 1927-1945. Contrassegna il permalink.