Era il loro responsabile

Per leggere questo libro, ho iniziato dall’epilogo, quando, nel dopoguerra,  Marga Himmler e la figlia Gudrun vengono arrestate dai soldati americani a Wolkenstein presso Bolzano e condotte a Roma.

Nel luglio del 1945, intervistata dalla giornalista americana Ann Stringer, la moglie del criminale nazista Heinrich Himmler conferma di aver saputo dell’attività svolta dal marito come comandante della Gestapo, sa che lui era odiato ma non se ne stupisce, i poliziotti, afferma, non piacciono a nessuno.

Nel 1945, durante il processo di Norimberga, dice che il marito, di salute delicata e messo a dura prova dalla mole enorme di lavoro, ha agito sempre su ordine del Fürer.

Dubitò che lui avesse mai visitato i campi di concentramento, pur ammettendo di sapere che era il loro responsabile…

Gudrun, che oggi vive a Monaco, dopo la scomparsa della madre ha operato per molti anni all’interno di un’organizzazione di sostegno ai criminali di guerra nazisti e alle loro famiglie, la Stille Hilfe für Kriegsgefangene und Internierte (Aiuto silenzioso ai prigionieri di guerra e internati).

Vorrei poter capire, comprendere come mai certe cose siano potute accadere, e forse frugando nella vita di questi personaggi, leggendo le lettere che Heini il ‘lanzichenecco’ e la ‘cattivissima’ mogliettina si scambiarono per anni, potrò fare un ulteriore passo nel cammino che ho intrapreso, aggiungendo un’altra piccolissima tessera al mosaico infinito della verità.

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Heinrich Himmler, Il diario segreto attraverso le lettere alla moglie 1927-1945

Heinrich Himmler





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