Eccezioni che confermano la regola

Sono isolate le critiche esplicite seguite alla pubblicazione del Manifesto della razza nel luglio del 1938, si può trovare tutt’ al più qualche manifestazione sull’ opportunità dei provvedimenti contro gli ebrei.

A Roma, la polizia osserva che un ebreo italiano gode dei diritti del cittadino italiano e dunque non può essere cancellato dall’ Albo professionale. A Milano si nota che molti ebrei sono oggetto di dimostrazioni di simpatia, definite pietismo dal Minculpop, da parte di concittadini di “razza” ariana. Alcune critiche vengono da albergatori e commercianti residenti in zone turistiche meta di vacanze da parte di ebrei stranieri.

Di solito la solidarietà si manifesta solo nei confronti di conoscenti o amici. Atti di umanità sono compiuti talvolta in presenza di personalità notevoli. 

E’ il caso del poeta triestino Umberto Saba, figlio di madre ebrea, che trae i proventi per  sua libreria antiquaria “May ander” a Trieste. Dopo il varo delle leggi razziali, Saba è costretto a cedere formalmente l’ attività al commesso Carlo Cerne e progetta di espatriare con la famiglia a Parigi. Ma il tentativo fallisce e così il poeta si trova in difficoltà economica.

Saba presenta istanza di discriminazione al Duce sottolineando il suo amore per la patria e chiedendo di essere considerato cittadino e scrittore italiano, di razza italiana. Verrà concessa cinque mesi dopo, nel maggio 1939, con la motivazione “Benemereze eccezionali”.

Giorgio Mortara, docente di Statistica a Milano, riceve i biglietti per emigrare in Brasile. Come loro, molti altri cercano rifugio all’ estero: si trasferiscono fuori dell’ Italia soprattutto famiglie agiate, intellettuali, scienziati e professori, tra i quali vi è anche Rita Levi Montalcini futuro premio Nobel.

Anche nell’ ambiente artistico, pochi sono gli artisti che disapprovano apertamente la politica razzista.

Filippo Tommaso Marinetti non è antisemita e ha diversi amici ebrei. Afferma che l’arte non supera le razze ma le esprime e le riassume, tuttavia non critica le leggi razziali e, nel settembre 1938,  accetta di entrare nella Commissione per la bonifica libraria  quale rappresentante della confederazione degli artisti: in tale veste  approva decisioni volte a epurare dall’ editoria  libri di autori ebrei.

Anna Laetitia Pecci Blunt è titolare della Galleria della Cometa che ospita tra le altre opere di Adriana Pincherle e Carlo Levi e che per questo è definita “focolare ebraico nella capitale”.

Il poeta Carlo Alberto Salustri detto Trilussa è l’autore della poesia “L’affare della razza”, pubblicata all’estero su fogli clandestini nel giugno 1941 e ferocemente critica nei confronti del mercato delle arianizzazioni. La riporto per intero:

C’avevo un gatto e lo chiamavo Ajò

ma dato ch’ era un nome un po’ giudìo

agnedi da un prefetto amico mio

pe’ domannaje se potevo o no:

volevo sta’ tranquillo, tantoppiù

ch’ero disposto de chiamallo Ajù.

“Bisognerà studià”, disse er prefetto

“la vera provenienza de la madre”

Dico: la madre è un’ angora, ma er padre

era soriano e bazzicava er Ghetto

er gatto mio , però, sarebbe nato

tre mesi doppo a casa der Curato.

“Se veramente ciai ‘ste prove in mano-me rispose er prefetto-

se fa presto”. E detto questo

firmò una carta e me lo fece ariano.

 “Però -me disse- pe’ tranquillità

è forse mejo che lo chiami Ajà”

Carlo Alberto Salustri, detto Trilussa

Non possono essere dimenticati i fratelli Eduardo e Peppino De Filippo considerati dalla polizia “nettamente antifascisti” in quanto “mettono in giro delle barzellette che suonano di offesa al Capo del Governo e al Fascismo” e “fanno spirito di pessima lega sui provvedimenti razziali”.

Eduardo De Filippo

Ma sono eccezioni che confermano la regola del comportamento degli intellettuali italiani non ebrei che in linea generale si traduce in complicità, sostegno o adesione esplicita alla politica razzista del regime e nella migliore delle ipotesi fa registrare una netta (e ambigua) discordanza tra atti pubblici e privati.”

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Mario Avagliano-Marco Palmieri, Di pura razza italiana. L’Italia “ariana” di fronte alle leggi razziali.

1Di pura razza italiana

 

 

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