Pomodori dal profumo indimenticabile

Caro Sami Modiano, non la conosco personalmente e probabilmente non avrò mai la possibilità di incontrarla, ma mi hanno molto emozionata le sue parole alla televisione quando ha mostrato e descritto i luoghi della sua isola natia, Rodi, con la commozione che le infondeva il ricordo nostalgico degli anni in cui vi aveva vissuto.

Ho apprezzato il coraggio che l’ ha spinta a tirare fuori da sé i suoi ricordi, anche quelli successivi, appartenenti al tempo dell’orrore, e a consegnarceli affinché potessimo apprendere ciò che non abbiamo vissuto personalmente e potessimo farne tesoro e lavorare perché  ciò che è stato non debba ripetersi.

Ritrovo nel suo libro “Per questo ho vissuto” quella nostalgia, triste perché nulla sarà più come prima, ma pronta ad accendersi nella dolcezza dei ricordi quando descrive il quartiere della sua fanciullezza, la Giudrìa, e parla del profumo delle rose e di quello dei cibi e dei dolciumi nel tempo di Pesach, e del risuonare dei canti pasquali.

Rodi

“…l’ ultimo giorno di Pesach la scampagnata era d’obbligo. Non mancava nessuno, tutte le donne preparavano ceste di roba da mangiare e ognuno aveva già un luogo prestabilito dove andare a passare l’ultimo giorno e l’ultima sera di Pesach. Chi andava verso Rodini, chi verso Trianda, chi alla Sirinella, dove c’erano spiagge bellissime.

I più osservanti non approvavano queste mete, perché per raggiungerle si doveva prendere la corriera, e di Pesach era vietato, ma la maggior parte della gente chiudeva un occhio tanto era il desiderio di passare una giornata indimenticabile.

Fatto sta che, con o senza corriera, arrivati a destinazione si stendeva una tovaglia e tutti cominciavano a pulire cetrioli, ad affettare pomodori dal profumo indimenticabile che condivano con olio d’oliva e zitunas.

Si stava là sino a sera tardi e si tornava a piedi cantando. Ancora oggi gli odori di quei pasti all’aria aperta sono vivi nella mia memoria…”

Per quello che lei ha vissuto, per quello che è diventato e per come è ora nel ricordare, deve sapere che non solo le vogliamo bene ma io e certo molte altre persone le siamo vicini nel più grande rispetto.

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Sami Modiano, Per questo ho vissuto. La mia vita ad Auschwitz-Birkenau e altri esili.

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