Specchi deformanti

Con l’accusa rivolta agli ebrei di essere i costruttori di un “mito”, quello del proprio sterminio, si legano indissolubilmente negazionismo e antisemitismo. Spesso sul Web ciò che conta maggiormente è la ridondanza di alcune tesi più che la ricerca della veridicità delle affermazioni che si fanno.

L’attenzione dei negazionisti tende ancora una volta a concentrarsi su microeventi, particolari di nicchia, numeri e cose, che si concludono in sé stessi senza bisogno di quadri storici impegnativi. L’intento è portare il navigatore web, in quanto lettore passivo, impossibilitato sia a riscontri diretti che indiretti, a un dubbio sempre più marcato e sui numeri della Shoà. La parvenza storico-scientifica è la condicio sine qua non di un buon sito di tal genere.

Strategico è sia il continuo riferimento al trattamento dei palestinesi che il ribaltamento dell’accusa di razzismo sugli ebrei. Questi avrebbero l’obiettivo di trasformarsi in vittime per avere il diritto di avanzare richieste di riconoscimento. 

“Contestare allo Stato d’Israele il ricorso a un uso politico, a proprio vantaggio, dello sterminio degli ebrei non è in sé opera negazionista. E tuttavia, nella misura in cui demanda a un’implicita aspirazione delegittimatoria, laddove è così messo in discussione il fatto stesso che Israele abbia una ragione storica d’esistere, può ricalcare, più o meno inavvertitamente, il solco sul quale si riproduce il discorso negazionista. Che, lo si sarà inteso a questo punto della riflessione, non è lo stravagante esercizio di un piccolo gruppo di eccentrici ma uno degli specchi deformanti della nostra contemporaneità.”

Menorah in mosteiro de Sao Bento en Sao Paulo (dal sito: Star of David)

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Claudio Vercelli, Il negazionismo. Storia di una menzogna

 

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