Negare l’ evidenza

Già alla fine della Seconda guerra mondiale, si cominciarono a denunciare i crimini del nazismo. I termini fascismo e nazismo assunsero una connotazione estremamente negativa. Ormai l’atteggiamento antisemita non poteva mostrarsi apertamente ma doveva essere camuffato per poter sopravvivere.

 Non era possibile continuare a sostenere le vecchie tesi contro gli ebrei dopo quello che era successo. Benché l’avversione nei loro confronti fosse parte integrante, e dunque ineliminabile, dell’ideologia razzista professata dalla destra radicale, ora l’atteggiamento da assumere richiedeva un preciso calcolo di compatibilità politica.

Nella seconda metà degli anni Quaranta fu la Francia a divenire l’epicentro del negazionismo nascente.  Qui l’antisemitismo affondava le radici in una tradizione avversa al repubblicanesimo e in generale al mutamento politico.

L’attrazione dimostrata per il nazismo in personaggi come Louis-Ferdinand Céline troverà un erede in Maurice Bardèche,  critico letterario, il quale pubblicò nel 1948 “Nuremberg ou la terre promise”.

Bardèche vi affermava l’inesistenza di prove certe contro i crimini attribuiti ai tedeschi. Gli ebrei erano, per l’autore, non vittime ma la causa stessa della guerra.

Nel 1949 un ex-deportato, Paul Rassinier, pubblicò “Passage de la ligne. Du vrai à l’humain”. Bardèche comprese subito le possibilità che la testimonianza di un ex- prigioniero poteva offrire.

In “Nuremberg II ou les faux-monnayeurs” si chiedeva quale mai potesse essere l’interesse di Rassinier nel mentire sull’inesistenza dei campi di sterminio, lui che ne era stato testimone diretto. In realtà Rassinier aveva subito la prigionia nei campi di concentramento ma non era mai stato in un campo di sterminio in Polonia.

Bardèche liquidava in questi termini l’intera architettura sterminazionista. Difficile, tuttavia, attribuirgli la qualifica di falsificatotore in manifesta malafede. Credeva in ciò che diceva per il semplice motivo che aveva bisogno di negare l’evidenza. La negazione era la condizione per continuare a fare politica.                                         jewish day chicago 1933Jewish Day Chicago 1933,  Jewish Token (dal sito: Star of David)

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Claudio Vercelli, Il negazionismo. Storia di una menzogna

 

 

 

 

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