Andare avanti con la propria vita

Tornate ad Amsterdam, Eva e la madre si sforzano di vivere un’esistenza normale. Otto Frank si reca spesso a far loro visita, insieme cercano un sostegno reciproco:  Margot,  Anne, e anche il padre di Eva e il fratello non sono più tornati. 

 “Riprendersi da eventi traumatici e da una perdita è un processo  talmente lento e graduale che sul momento quasi non ci si rende conto dei propri minuscoli passi verso la normalità. Certo, ci sono giorni in cui sono ancora molto triste, turbata e pensierosa, ma posso dire a chiunque si trovi negli abissi della depressione o della disperazione che col tempo è possibile superare le cose e andare avanti con la propria vita.”

Con i suoi modi premurosi, Otto Frank è una presenza sempre più importante nella vita di Eva e della madre. È lui a regalare alla ragazza la sua macchina fotografica, una Leica che Eva ancora conserva.

Un giorno Otto porta con sé un pacchettino: contiene il diario ritrovato di Anne.

E mentre in Olanda iniziano i processi ai “cacciatori di ebrei”, processi che terminano con pene scandalosamente lievi, Eva  conosce a Londra il giovane Zvi.     Dalla copertina del libro, una bella immagine di Eva Schloss

“Mi sentii subito a mio agio con Zvi; studiava per conseguire un master presso  la London School of Economics e aveva una mente acuta e un senso dell’umorismo ricco di sarcasmo.”      Un’altra bellissima immagine. Eva e Zvi hanno avuto tre figlie, Caroline, Jacky e Sylvia

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Eva Schloss-Karen Bartlett, Sopravvissuta ad Auschwitz. La vera e drammatica storia della sorella di Anne Frank

 

 

 

 

 

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