Nessuno di loro si sarebbe mai rivisto

Nel campo di Auschwitz-Birkenau Eva e la madre vengono mandate a lavorare nell’ unità di lavoro “Canada”, nell’ area dietro il campo dove sono ammucchiati gli oggetti appartenuti al prigionieri.

“Lo scopo del Canada era depredare gli ebrei fino all’ ultimo bene, per mandare poi tutto in Germania, dove sarebbe stato distribuito ai soldati, alle loro famiglie e alla gente comune.

Gli uomini tedeschi si rasavano con rasoi ebrei, mentre brave madri tedesche spingevano carrozzine ebree e i nonni indossavano occhiali ebrei per leggere sul giornale gli articoli sullo sforzo bellico.

Nel luglio 1944, ai berlinesi che avevano perduto casa e proprietà sotto le incursioni aeree alleate, furono inviati 2500 orologi da polso.”

Eterna vergogna!

 “A volte, i ‘tesori’ non erano altro che foto piegate o rifilate con cura, la minuscola immagine di un bambino sorridente, o una vecchia foto di genitori inserite nella cucitura di una giacca.

Rimasi a fissare la foto di una madre e di un padre con in braccio un bambino e mi resi conto con orrore che quella era stata l’unica cosa importante per la persona che l’aveva nascosta, e che nessuno di loro si sarebbe mai rivisto.”

Copertina

Perché chiamare Olocausto questo orrore, un massacro compiuto dagli uomini?

Che cosa c’entra  Dio?

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Eva Schloss, Sopravvissuta ad Auschwitz. La vera e drammatica storia della sorella di Anne Frank

Informazioni su Velia Loresi

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