Una patina molto sottile

 “Il treno ci condusse lentamente attraverso l’Europa per tre giorni e tre notti. Eravamo stipati al buio come animali portati al macello, con un piccolo secchio fetido per i bisogni  e un altro per l’acqua. Una volta al giorno il convoglio si fermava  con un sussulto  e delle guardie urlanti spalancavano la porta, accecandoci con la luce del sole, e gettavano all’ interno qualche pezzo di pane, prima di farci ripiombare in quel mondo crepuscolare.  La gente piangeva, pregava e languiva disperata nell’ immensa calura estiva. “  

Quello che segue, l’arrivo ad Auschwitz, la prigionia, i maltrattamenti, i forni crematori, tutto è già stato narrato, ho potuto leggerlo tante e tante altre volte, in altre testimonianze.

“Alla fine del suo diario, poco prima di essere catturata, Anne Frank ha scritto di credere  ancora che la gente fosse fondamentalmente buona; chissà cosa avrebbe pensato se fosse sopravvissuta ai campi di concentramento di Auschwitz e Bergen-Belsen.

La mia esperienza ha dimostrato che le persone possono essere di eccezionale crudeltà, brutalità e totale indifferenza verso la sofferenza umana.

È facile dire che il bene e il male esistono in ognuno di noi, ma ho potuto toccare con mano questa poco edificante realtà ed è una vita che mi interrogo sull’ animo umano.”

Eva Geiringer

Leggendo queste come altre pagine di memorie non posso fare a meno di considerare quanto giuste siano le riflessioni di Eva, ancor più pensando alle infinite forme con le quali, ancora oggi, la cattiveria dell’ uomo si manifesta.

 Mi riferisco, in particolare a quella forma di invidia rovinosa, di odio devastante, di rabbia cieca  che si esprime nell’ antisemitismo in tante parti dell’Europa e del mondo.

 Mi rincuora sapere che i sentimenti negativi, prima o poi, inevitabilmente, si ritorcono contro chi li prova. Ma questo non esime dal tenere gli occhi bene aperti perché non si ripeta più ciò che altre volte è accaduto.

Auschwitz, scrive Eva, era un mondo di sporcizia, di fame, depravazione e pochi gesti di solidarietà.

“Mi resi ben presto conto che la civiltà è una patina molto sottile che viene via facilmente…”.

 Ed è precisamente questo che spaventa e che deve farci stare all’erta.

++++++++++++

Eva Schloss, Sopravvissuta ad Auschwitz. La vera e drammatica storia della sorella di Anne Frank.

2

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Questa voce è stata pubblicata in EVA SCHLOSS-KAREN BARTLETT, Sopravvissuta ad Auschwitz. La vera e drammatica storia della sorella di Anne Frank. Contrassegna il permalink.