Tutti i problemi avevano un’ unica causa

1933: la Grande Depressione costringe la famiglia Geiringer a trasferirsi in un quartiere più modesto; in Germania giunge al potere Adolf Hitler.

Con la disintegrazione dell’ impero austro-ungarico, un’ ondata di immigrati si riversa a Vienna: cresce il numero dei senzatetto, di coloro che per ripararsi dal freddo e per ricevere un piatto di minestra, si rifugiano nelle mense popolari.

“Quei quotidiani spesso raccontavano che tutti i problemi avevano un’unica causa: gli ebrei. Il sindaco Lueger era un noto antisemita e sapeva bene di poter guadagnare facili consensi incolpando –infondatamente- gli uomini d’affari ebrei delle dure condizioni di vita. “Sono solo e soltanto gli ebrei”, aveva dichiarato una volta.”

Anschluss, Discorso di Hitler in Heldenplaz

Nell’ aprile 1938, con l’Anschluss dell’Austria alla Germania, la maggior parte degli austriaci acclama il nuovo dittatore.

Hitler detesta l’arte e la musica di Vienna.

“…tra le priorità di Hitler, come confidò lui stesso al capo della propaganda nazista Josef Goebbels, c’era quella di ripulirla dal “sudiciume e gli scarafaggi”, ossia gli ebrei.”

Le svastiche cominciano ad apparire ovunque.

Il padre di Eva trasferisce l’azienda in Olanda, più tardi anche la madre con Eva e il fratello Heinz si rifugiano in Belgio e da qui, dopo alcuni mesi, raggiungono Pappy ad Amsterdam.

“Avevo aperto gli occhi dinanzi ad alcune delle cose più sgradevoli della vita ed ero felice che, a prescindere da ciò che ci riservava Amsterdam, fosse iniziata la fase successiva del nostro comune percorso.”

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Eva Schloss-Karen Bartlett, Sopravvissuta ad Auschwitz. La vera e drammatica storia della sorella di Anna Frank                                                             2

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