Acuta ironia, amara e divertente

Rubo dal libretto “Mosè ci ha portato nell’unico posto senza petrolio” dello scrittore Angelo Pezzana una storiella divertente, di quelle che intelligentemente gli ebrei, ridendo di sé, sanno raccontare.

Israele, qualche anno fa. L’economia va male, la disoccupazione aumenta, l’inflazione non si arresta, nel Paese cresce la preoccupazione.
A Dudik viene un’idea. “Per uscire dalla crisi”, dice al suo amico Ari,” l’unica è dichiarare guerra agli Stati Uniti”.
“Ma sei matto?”.
“Perché” si stupisce Dudik. “Segui il ragionamento. Facciamo la guerra, ovviamente la perdiamo, ma gli americani, come fanno sempre con i paesi che hanno sconfitto, ci riempiono di soldi. Con i soldi che ci danno costruiamo strade, porti, fabbriche, scuole, ospedali…tutto quanto! E abbiamo risolto il problema.”
“Mmm…dici? e se invece la vinciamo?”

 Le barzellette che hanno gli ebrei come protagonisti non si contano, se ne scrivono continuamente di nuove o si rielaborano quelle già ascoltate. Talvolta, dice l’autore della raccolta, cambiano solo i nomi dei protagonisti:

  … Yonathan diventa Nathan, Ann diventa Annah, Rivka diventa Becky, e così via. Se arrivano da Israele, a farla da attore principale è l’Europa centrale, con tutti i suoi Moshe e l’ intercalare di parole in yiddish.
L’ebreo è diventato israeliano, lo shtetl non c’è più, ma a Gerusalemme o a Tel Aviv quell’ acuta ironia, amara e divertente, è sempre la stessa.

Abbasid Solomon’s Seal on coin – courtesy of PHGCOM from Wikipedia entry Al-Mustansir (Caliph in Baghdad from 1226 to 1242).

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Angelo Pezzana, Mosè ci ha portato nell’unico posto senza petrolio

Informazioni su Velia Loresi

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