Io mi sono tracciato una strada

Yehuda Halevi:  un don Chisciotte ante litteram, un idealista, un grande poeta per le vie della Spagna. Attali lo definisce il più celebre dei poeti giudeo-spagnoli.

Nato nel 1075 a Tudela, al confine tra la Spagna cristiana e quella musulmana, medico, Yehuda è ossessionato dall’idea di trasferirsi a Gerusalemme dove, tuttavia, è proibito agli ebrei risiedere.

Scrive la “Sionide” in onore di Gerusalemme e il canto sarà ripetuto, nei secoli successivi, da tutti gli ebrei che si augurano di ritrovarsi “l’anno prossimo a Gerusalemme”, e in tutte le sinagoghe del mondo.

“ Dall’ Occidente e dall’Oriente, dal nord al mezzogiorno: dappertutto, che noi siamo lontani o vicini, ricevi i nostri voti di felicità! Accogli gli auguri di felicità di un prigioniero delle tue lacrime, che versa pianti abbondanti quanto la rugiada del monte Hermon e brama di versarli sulle tue montagne!

Per compiangere il tuo sconforto, io urlo come gli sciacalli! Ma, quando sogno il ritorno dei tuoi schiavi, sono una cetra vibrante dei tuoi inni”.

A sessant’anni Yehuda parte per Gerusalemme.

“Io ho finito, per sempre, di strisciare sulle mani, con la testa china, alla presenza di altri uomini!

Io mi sono  tracciato una strada al centro del mare, verso il luogo in cui i piedi stessi di Dio trovano riposo, in cui posso versare la mia anima e le mie preoccupazioni…”   

Yehuda Halevi, foto da Wikipedia

++++++++++++

Jacques Attali, Dizionario innamorato dell’ebraismo

 

 

 

 

 

 

 

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Digressione | Questa voce è stata pubblicata in JACQUES ATTALI, Dizionario innamorato dell'ebraismo. Contrassegna il permalink.