Non potendo stare dappertutto

Jacques  Attali, nel suo Dictionnaire amoureux du Judaïsme, definisce Eva un miracolo che mette in movimento la storia.

Il nome Eva ha due radici aramaiche: ‘hiviah’ che significa serpente, e ‘havoh’, raccontare. Eva sedotta dal serpente avrebbe convinto Adamo a mangiare il frutto dell’Albero della conoscenza lasciando in tal modo che le generazioni successive espiassero questa mancanza.

Eva, da La Bibbia raccontata ai bambini

Eva , da “La Bibbia raccontata ai bambini”

In realtà, Eva rifiuta di essere sottomessa e vuole che Adamo accetti con lei i vantaggi e i rischi della libertà e dà così un senso alla storia.

“…Eva non può contentarsi né del giardino dell’Eden (inferno di noia) né di una contrapposizione morbida con Adamo. Vuole di più e di meglio. Ma come si può volere alcunché se, come gli animali, si è programmati per essere rassegnati? Come sperare, cercare, ribellarsi, se non si è consci dei propri limiti? Come creare, vale a dire riparare, l’universo, se si è contenti della propria sorte?”Gislebertus, Eva, Portale della cattedrale di Autun

Gislebertus, Eva, Portale della cattedrale di Autun

Eva potrebbe scegliere di mangiare lei sola il frutto ma ha bisogno di Adamo per partorire e guadagnare l’eternità attraverso la discendenza. Così sarà per altre donne della Bibbia.

Rachele supplica Giacobbe: “Dammi dei figli, se no muoio!”

La maternità è la sola forma di immortalità possibile, l’aver mangiato il frutto dell’Albero della conoscenza non è né un peccato né una colpa, ma una liberazione.

Un angelo scaccia Adamo ed Eva dall’Eden, bassorilievo del XII sec., Salerno, Museo diocesano

“Una delle più belle cose che l’uomo riceve allora, condividendola fin dalla nascita, è la coscienza della propria mortalità, dunque di Dio. Infatti come si può credere in Dio se non si ha coscienza della propria finitezza? E come si può volere alcunché se si è concepiti, come gli animali, per la rassegnazione? È proprio dell’uomo (o piuttosto della donna, perché questo ci deriva da Eva) avere coscienza dei limiti e cercare di superarli. La storia comincia allora. Al femminile…”

Accade di frequente nella Bibbia, la storia cambia direzione grazie alle donne: ed ecco Sara, la moglie di Putifarre, Debora, Rut, Betsabea, e Ester che salva il popolo ebraico dal massacro.

“Un proverbio yiddish lo dice così graziosamente: “Dio, non potendo stare dappertutto, ha creato le madri”. 

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Jacques Attali, Dictionnaire amoureux du Judaïsme

Informazioni su Velia Loresi

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