Un carico troppo pesante

Mi soffermo un attimo sulla prima voce del ‘Dizionario innamorato’ di Attali, Abele, forse perché Abele è il nome di un mio antenato di cui non so quasi nulla, come quasi nulla si conosce del personaggio biblico.

Per l’autore, Caino non è certamente il mostro che è stato ritratto nel corso dei secoli; e Abele, con la sua morte, precede infiniti altri omicidi e massacri. 

Gaetano Gandolfi, Caino uccide Abele

Gaetano Gandolfi, Caino uccide Abele

 “Perché Dio può aver voluto far uccidere un uomo? Perché provoca Caino? Perché lo deride?

La ragione è profonda: per indicare agli uomini, facendo morire Abele, che essere Suo figlio preferito è un carico troppo pesante; per avvertire in anticipo che colui che più tardi Egli designerà, che distinguerà per conferirgli una missione, sarà minacciato da tutti gli altri.

 Così, al contrario dell’interpretazione cristiana, Abele rappresenta il popolo ebraico e Caino i suoi nemici.”

Dio, afferma  Attali, esprime in questo modo la sua condanna per tutti quelli che uccideranno nel suo nome.

Gustave Doré, La morte di Abele

Gustave Doré, La morte di Abele

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Jacques Attali, Dizionario innamorato dell’ebraismo

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