Non sussiste più alcun dubbio

Marzo 1960.

Yosef Kenet, Ispettore capo dei Servizi segreti israeliani, viene incaricato di verificare l’identità di Ricardo Klement: si suppone che sia questo il nome sotto il quale si nasconde Adolf Eichmann. Kenet si reca a Buenos Aires e qui  si avvale della collaborazione di persone residenti in Sud America e in grado di parlare correntemente lo spagnolo.

All’ avvocato Lubinsky affida l’ incarico di fare ricerche sugli inquilini della casa numero 4261 di via Chacabuco, Olivos.

Con Primo, studente di Ingegneria, Kenet si reca in macchina a Olivos e scopre che nella strada accanto a povere case si possono vedere lussuose ville con svastiche dipinte sui muri.

Grazie a Hedda Kornfeld, con uno stratagemma, fa la conoscenza di un certo Nicolas Klement, un giovane biondo che lavora in un’officina di Olivos. La famiglia di Nicolas non abita più in via Chacabuco ma ha traslocato e vive in un posto tra San Fernando e Don Torcuato.

“Una supposizione si era trasformata in certezza. Il tedesco che aveva vissuto in quella casa fino a poche settimane prima era senza dubbio Ricardo Klement.”

Isser Harel decide di intensificare le attività da intraprendere per verificare la supposizione che Ricardo Klement sia realmente Adolf Eichmann. Chiede a Leora Dotan, esperta di questioni amministrative, di occuparsi di particolari importanti quando giungerà il momento di passare all’ azione.

Kenet e Primo continuano a sorvegliare l’ officina e  seguono il giovane tedesco durante il suo ritorno a casa. Giungono sino a una casa in mattoni, a un solo piano e non recintata, che si affaccia su via Garibaldi  a circa trenta metri dalla statale 202. Qui abita una donna di circa cinquant’anni, si tratta di Vera Liebl, moglie di Eichmann. Si scopre che Adolf Eichmann lavora a Tucumàn e si suppone che tornerà a casa per festeggiare le nozze d’ argento il 21 marzo.

Il 19 marzo Kenet invia un messaggio in Israele:

“È stato visto nella casa della moglie di Eichmann oggi un uomo che corrisponde alla descrizione di Adolf Eichmann. Ero certo che, se Ricardo Klement era Adolf Eichmann, sarebbe tornato da Tucumàn prima dell’ anniversario delle nozze d’argento, che è dopodomani. Poiché Klement è appunto tornato quando si pensava, non sussiste più alcun dubbio che si tratti di Eichmann.

Credo che Klement tornerà al suo lavoro a Tucumàn il prossimo martedì…”

 Kenet comprende che è essenziale agire con la massima fretta. Incarica Asher Kedem di trattare per l’acquisto di nuovi aeroplani.

 Resti della casa di via Garibaldi, 14

+++++++++++

Isser Harel, La casa di via Garibaldi. Come ho catturato Adolf Eichmann

 

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Digressione | Questa voce è stata pubblicata in ISSER HAREL, La casa di via Garibaldi. Come ho catturato Adolf Eichmann. Contrassegna il permalink.