Con la massima cautela

Isser Harel, ai vertici del controspionaggio in Israele,  riceve nel 1957 da Walter Eytan, direttore del Ministero israeliano degli Affari Esteri, l’informazione che il criminale nazista Adolf Eichmann, che dopo la guerra ha cancellato ogni traccia di sé e della propria famiglia, si trova in Argentina e si conosce il suo indirizzo.

Isser Harel

Eytan affida a Yoel Goren l’ incarico di recarsi in Argentina per fare ricerche partendo dall’indirizzo 4261, via Charabuco: si tratta di una strada non lastricata in un povero sobborgo di Buenos Aires. Viene inviato in Sud America un esperto investigatore  israeliano, Efraim Hofstaetter i cui genitori sono stati assassinati dai nazisti. 

 “Hofstaetter stesso sottolineò il fatto che era indispensabile procedere con la massima cautela, visto che, se le informazioni erano esatte, e se Eichmann si rendeva conto che la caccia era cominciata, sarebbe certamente scomparso di nuovo senza lasciare tracce. Convenimmo che dopo tanti anni tranquilli probabilmente non stava all’erta in modo particolare. Comunque bisognava evitare di suscitare sospetti in lui.”

Hofstaetter si mette in contatto con un informatore di origini ebraiche, Lothar Hermann, che abita a Coronel Suarez. Obiettivo:  riferire le proprie impressioni su questo informatore, se merita fiducia o meno, e controllare la veridicità delle sue informazioni su Eichmann.

Oltre ai personaggi principali, cominciano ad apparire decine e decine di altri collaboratori, che consapevoli o meno, contribuiranno  al risultato finale delle ricerche e alla cattura del criminale nazista.

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 Isser Harel, autore di “La casa di via Garibaldi

 

 

 

Informazioni su Velia Loresi

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