Confine labile tra politica e criminalità

La crisi economica che ha colpito la Grecia tra la fine del 2009 e il 2010 ha consentito al Alba Dorata, organizzazione fino ad allora poco conosciuta, di giungere sino in Parlamento, con una marcia che sta travolgendo cuori e menti dei greci, scavando una crepa nelle istituzioni democratiche e nella società civile.

Tanti sono stati i segnali di questo spostamento verso l’estrema destra dell’opinione pubblica.

Innanzitutto, c’è   stata l’ esplosione di violenza contro gli immigrati. A lungo il lavoro nero aveva consentito ad alcuni di accumulare grandi fortune. Poi con l‘aggravarsi della crisi economica, il lavoro è venuto a mancare. Quando nell’ aprile di quest’anno 200 immigrati sfruttati nella raccolta delle fragole a Nea Mamolada nel Peloponneso hanno chiesto la corresponsione dei salari sono stati respinti a fucilate da alcuni sorveglianti.

Il programma di rimpatrio volontario ha dato scarsi risultati a causa della mancanza di fondi.

Alcuni reparti speciali dell’esercito hanno sfilato  in occasione delle feste nazionali gridando gli slogan di Alba Dorata: ”Ci laveremo le mani nel tuo sangue, zingaro di Skopje”.

Dal quartiere ateniese di Ayion Panteleimon abitato da molti immigrati sono arrivati, nel 2010, i voti che hanno portato il capo del gruppo nazionalsocialista Nikolaos Michaloliakos alla carica di consigliere comunale.

Le aggressioni contro gli immigrati sono aumentate. Nella piazza centrale di Ayios Panteleimon i neonazisti hanno tracciato un enorme meandro, il simbolo di Alba Dorata che ricorda la svastica nazista.

Atene, Cattedrale di san Panteleimon

“Accanto alle aggressioni, riservate alle squadre d’assalto dell’organizzazione, Alba Dorata promuove una martellante campagna propagandistica che imputa ai soli immigrati la responsabilità del degrado del quartiere. Esponenti dell’organizzazione, presentati come “cittadini disperati”, sono stati più volte ospitati da canali televisivi compiacenti, per tessere le lodi dei “volontari di Alba Dorata che ci difendono dai criminali stranieri”.

Il giornalista Dimitri Deliolanes, presentando il suo libro a Rai Uno poco tempo fa, ha definito Alba Dorata “confine labile tra politica e criminalità”.

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Dimitri Deliolanes, Alba Dorata

 

 

   

Informazioni su Velia Loresi

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