Oppressione e corruzione

E’ la promessa di Dio che dà senso all’ Esodo consentendo l’idea, la possibilità di uscire dall’ Egitto.

Diversamente la schiavitù sarebbe solo un momento sfortunato, un destino infausto.

 Ma la promessa (che rende possibile il giudizio morale i cui termini sono ‘oppressione’ e ‘corruzione’) richiede una risposta di speranza e non di rassegnazione. La speranza è la giusta risposta all’ oppressione.

Marc Chagall. Storie dell’Esodo

OPPRESSIONE

 La parola “be-farech” significa “impiego aspro”. Va precisato che anche molti egiziani erano sottoposti ad una dura corvée che consisteva nel fabbricare mattoni o lavorare nei campi.

Tuttavia gli Israeliti, poveri e bisognosi in quanto stranieri in Egitto e dipendenti da una protezione politica, rimasero del tutto indifesi quando questa protezione venne a mancare ed essi furono vittime del potere assoluto dei Faraoni. La forma con la quale questa tirannia si manifestava era il duro lavoro. 

 “Gli Israeliti erano soggetti a una schiavitù senza limiti –senza riposo, senza ricompensa, senza freno, senza un obiettivo che potessero fare proprio. In Egitto la schiavitù era una specie di dominio politico.”

 Si può dire che la storia dell’Esodo abbraccia non solo la questione sociale ma anche quella politica.

CORRUZIONE

 Un passo del capitolo 16 dell’Esodo mostra  la nostalgia degli Israeliti dopo quarantacinque giorni nel deserto:

  “Oh, fossimo periti per mano del Signore, nel paese d’Egitto, quando sedevamo dinanzi alle pentole di carne…”

 “Pentole di carne”, al plurale, non si riferisce al gran numero di pentole ma ai piaceri sensuali e al lusso.

Gli Israeliti non erano indifferenti alla cultura egiziana ricca e attraente pur non potendo condividere i modi di vivere degli oppressori.

E se alcuni avrebbero voluto essere come gli egiziani altri desideravano tenere a distanza lusso e raffinatezze di quella civiltà decadente.

 “Senza i nuovi concetti di oppressione e corruzione, senza il senso dell’ingiustizia, senza la ripulsa morale non sarebbero possibili né l’Esodo né la rivoluzione.”

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 Michael Walzer, Esodo e rivoluzione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Informazioni su Velia Loresi

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