Nel mondo con il testo in mano

La mia scelta di lettura è caduta su “Esodo e rivoluzione” di Michael Walzer: non me ne sono pentita, già leggere l’introduzione mi ha messo in contatto con una persona che, con grande passione, si propone di approfondire lo studio  dell’Esodo e, partendo dalla fuga degli ebrei nel deserto fino al raggiungimento della Terra Promessa, esaminare il significato dell’idea di liberazione non dal punto di vista religioso ma da quello politico.

 “Non voglio sottovalutare il sacro, ma solo esplorare il secolare: il soggetto del libro non è ciò che Dio ha fatto ma ciò che hanno fatto gli uomini e le donne che si sono confrontati con il testo e che poi sono andati nel mondo con il testo in mano.”

David Roberts, Israelites leaving Egypt

Se è vero che l’Esodo è stato sempre al centro del pensiero religioso ebraico, tuttavia il Sionismo ha inteso spiegare l’esodo in senso letterale, fuga dall’ oppressione subita in Egitto e viaggio sino alla terra promessa. 

“ La mia tesi è che gli usi che del testo sono stati fatti non sono violazioni o invenzioni e che è possibile interpretare plausibilmente l’Esodo, così come lo conosciamo, in chiave politica, in termini di liberazione e rivoluzione –nonostante che nel testo sia anche un atto di Dio”

Per Walzer è necessario capire dove l’intervento divino è necessario e dove non lo è.

“In fondo, gli Israeliti non si ritrovano d’incanto nella terra promessa; non sono portati sulle ‘ali dell’aquila’ di Esodo 19; devono marciare per giungervi e la marcia è piena di ostacoli, di crisi, di lotte, tutti descritti con realismo, e che richiedono decisioni non solo divine, ma anche umane.”

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Michael Walzer, Esodo e rivoluzione

 

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
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