Una specie di lotteria

Quella mattina di aprile del 1909, fu Avraham Soskin a scattare la fotografia che immortala la fondazione della città. Il sorteggio dei lotti residenziali avvenne alla vecchia maniera: su sessanta sassolini furono scritti i numeri dei sessanta lotti, su altrettanti i nomi dee famiglie.

Centinaia d’ anni prima, giù nel deserto di Giudea dove il mondo finisce dentro il Mar Morto, in cima alla fortezza di Masada, un sorteggio diverso sancì l’ ordine dei morti che gli ultimi residenti avevano scelto di darsi a vicenda pur di non cadere nelle mani dei romani, dopo anni di assedio.

Affronto questa comparazione con un sorriso. Senza retorica. Le “sorti” in ebraico sono una specie di scherzo, a volte tragico. Mi piace l’ idea che Tel Aviv sia nata così, per una specie di lotteria dove vincevano tutti.

Tel Aviv

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Elena Loewenthal, Tel Aviv, La città che non vuole invecchiare

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