Là conquistò la sua grandezza

È nel XIX secolo che, per Gershom Scholem, il Magen David diventa un simbolo sacro come la Croce e la Mezzaluna. La Stella viene impressa sempre più di frequente sugli oggetti sacri.  Gli architetti che costruiscono le sinagoghe hanno bisogno di un simbolo e lo Scudo, per la sua forma, si presta ad adornare lapidi, finestre, tetti.  Poco importa il fatto che non sia profondamente radicato nella religione come la Croce lo è nel cristianesimo.

Ma ecco che nel 1897 il primo numero di Die Welt, periodico pubblicato da Theodor Herzl, mostra la Stella sulla testata: piuttosto che richiamare il ricordo del passato, essa esprime, per il sionismo, la speranza nel futuro.

E infine la straordinaria conclusione di Scholem: ancora più del sionismo è stato il nazismo a conferire dignità alla Stella, divenuta, entrando nella storia, da simbolo di vergogna e umiliazione a segno del cammino verso la ricostruzione e la grandezza.

“…molto di più di quanto hanno fatto i sionisti per fornire allo Scudo di David la santità di un simbolo genuino, hanno fatto coloro che lo hanno trasformato in un marchio di vergogna e di degradazione per milioni di persone. La stella gialla, come segno di esclusione e in ultimo di sterminio, ha accompagnato gli ebrei nel loro cammino di umiliazione e di orrore, di battaglia e di eroica resistenza. Sotto questo segno furono assassinati; sotto questo segno vennero in Israele. Se esiste un suolo fertile di esperienza storica dal quale i simboli traggono il loro significato, questo lo è stato. Alcuni hanno ritenuto che il segno che aveva marchiato la via verso l’ annientamento e le camere a gas andasse sostituito con un segno di vita.Ma è possibile pensare anche l’ opposto: il segno che nei nostri giorni è stato santificato dalla sofferenza e dal terrore è diventato degno di illuminare il cammino verso la vita e la ricostruzione.

Prima di ascendere, il cammino aveva condotto giù nell’ abisso; dove il simbolo subì la sua estrema umiliazione, là conquistò la sua grandezza.”

The “flower” that has six petals illustrates the difference between the divine and the human, between the natural and the artificial. Humans can not create, they can only describe the creation, and the description can be verbal or graphic, and the graphic and the verbal can replace each other. (dal sito: Star of David)

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Gershom Scholem, La Stella di David. Storia di un simbolo.

 

Informazioni su Velia Loresi

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