Non l’avrebbe scritto

Un  accenno al carteggio tra Gershom Scholem e Walter Benjamin, su  cui minuziosamente informa Saverio Campanini nel saggio “Lo scudo di Scholem e altre costellazioni” di introduzione a “La stella di David” di Gershom Scholem.  

Judische Rundschau im Strassenverkauf 1934

Nel maggio 1933 Scholem invia a Benjamin, che si è rifugiato a Ibiza, un numero del periodico sionista “ Jüdische Rundschau” apparso il mese precedente. Gli scrive:

Ti mando anche un numero della “ Jüdische Rundschau”, il cui atteggiamento dignitoso e determinato è particolarmente notevole se si considera la situazione che regna oggi a Berlino.

In una nota risalente al 1980, Scholem precisa che aveva mandato a Benjamin quel numero della “Rundschau” perché conteneva il grande articolo del caporedattore Robert Weltsch, dal titolo “Tragt ihn mit Stolz, den gelben Fleck” (Portatelo con orgoglio, il segno giallo), apparso nel numero del 4 aprile 1933.

da “The Gianfranco Moscati Collection”

Weltsch non poteva immaginare, la sua era in fondo una metafora, che quel “segno giallo” di memoria medievale sarebbe davvero stato introdotto, nel 1941, proprio nella forma di una Stella di David gialla, con la scritta “Jude” all’ interno, in caratteri pseudo-ebraici. A quella stella d’ infamia si riferisce Scholem  nella sua patetica conclusione (Prima di ascendere, il cammino aveva condotto giù nell’ abisso; dove il simbolo subì la sua estrema umiliazione, là conquistò la sua grandezza).

A posteriori molti sono tornati su quell’ articolo: lo stesso Robert Weltsch (in una lettera al quotidiano Ha-aretz del 1943) asserendo che se avesse immaginato le conseguenze della politica nazista non lo avrebbe scritto…

Quella stella cucita sugli abiti era servita a contrassegnare vittime sicure della follia nazista.

da “I giorni e le notti. Storia della stella di David”

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Gershom Scholem, La Stella di David. Storia di un simbolo. A cura di Saverio Campanini (Lo scudo di Scholem e altre costellazioni) e Elisabetta Zevi.

Informazioni su Velia Loresi

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