Nella confusione del nostro secolo

 Cerco, tra le pagine di “Lettere a Georges”, quei passaggi che  possano scoprire,  svelarmi  qualcosa di più sulla vicenda umana  dei personaggi.

Ottobre 1946: Georges Canetti, medico, studioso della tubercolosi, è ricoverato nel sanatorio Hôpital des Fougerais a Châteaubriant, presso Parigi.  Elias scrive al fratello per annunciargli che Veza è riuscita ad  ottenere il passaporto, precisamente un ‘travelling paper’ essendo lei apolide, e potrà recarsi in Francia a visitare il cognato.

Ed ecco quel che scrive Elias a proposito della moglie, preoccupata del proprio aspetto fisico, sciupato dalle privazioni del tempo di guerra.

Elias a Georges, 1 ottobre 1946

“Il suo pensiero assillante di quest’estate era che non poteva farsi vedere da te in quello stato, perché magari tu non avresti potuto più stimarla come prima. In lei tutto è commovente e toccante e umano, e mi chiedo spesso com’ è possibile che oggi in questo mondo esista una persona come lei. Non credere che lei non abbia voglia di venire, le faresti un grave torto. Su un punto naturalmente è come ogni altra donna: cerca di scoprire quanto le vuoi bene, ma non credo che abbia mai dubitato seriamente dei tuoi sentimenti. Ha sempre paura del contrario, che tu possa smettere di volerle bene perché ne ha passate tante e ha otto anni di più. In realtà, in sostanza non è affatto più vecchia, ma solo più ricca, più intelligente e migliore che mai.”

 Veza sarà a Parigi nell’aprile del 1947 dove alloggerà all’ Hotel Lutetia su Boulevard Raspail che, dopo la guerra, è un centro di accoglienza per i sopravvissuti ai campi di concentramento.

 Al suo ritorno a Londra troverà che molte recensioni, per lo più positive e alcune eccellenti, sono state scritte su riviste e giornali importanti,  giudizi entusiastici e lusinghieri sull’ opera del marito, la Blendung.

A questo proposito, molti anni più tardi, Elias scrive al fratello:

Elias a Georges, 3 luglio 1959

“Sono più che soddisfatto. So che con questo libro ho ottenuto una sorta d’immortalità, e se dovessi morire domani non sarò vissuto invano. Ancora un anno fa non avei potuto dirlo. Con questo mi sarei meritato il premio Nobel, o per la letteratura o per la pace, naturalmente non lo vincerò. Ma non è questo che importa: dentro di me so che nessun altro è mai penetrato così a fondo nella confusione del nostro secolo.”

Georges sarà  vicepresidente dell’Istituto Pasteur di Parigi. 

Veza morirà nel 1963 senza aver mai visto pubblicate le sue opere.

Elias riceverà il premio Nobel per la letteratura nel 1981 e si impegnerà a far pubblicare gli scritti della moglie. Morirà nel 1994.

+++++++++++

Veza ed Elias Canetti, Lettere a Georges

 

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Questa voce è stata pubblicata in VEZA ed ELIAS CANETTI, Lettere a Georges. 1933-1959. Contrassegna il permalink.