La gloria

È nel 1933 che inizia il carteggio tra Elias, Veza e Georges, tre giovani destinati a divenire famosi: le loro lettere, ritrovate, sono state raccolte nel volume Lettere a Georges (titolo originale: Briefe an Georges), pubblicato nel 2006.

Elias Canetti era nato nel 1905 a Ruse in Bulgaria da un commerciante i cui antenati erano stati espulsi dalla Spagna nel 1492. La madre apparteneva ad una famiglia di origini sefardite, proveniente da Livorno.

Il nonno aveva iscritto il piccolo Elias a una scuola talmudica ma, in seguito alla morte del padre, la famiglia, che comprendeva anche i fratelli minori Nissim e Georges, dovette spostarsi in varie città. Elias si laureò in chimica  a Vienna e sposò una scrittrice di origini sefardite, Venetiana, detta Veza.

L’opera più conosciuta di Elias Canetti è Die Blendung, pubblicata nel 1935 e tradotta in italiano col titolo Autodafé, ispirata dalle opere di Gogol e Dostoevskij. 

 Elias a Georges  Vienna, 18 novembre 1935

 Forse t’interesserà quello che dice Thomas Mann a proposito della Blendung. In una lunga lettera scritta a mano spiega che il romanzo, insieme a un libro di suo fratello, è quello che più l’ha impegnato tra tutti i libri di quest’anno.

Dopo molte precisazioni riassume infine così la sua impressione:

“Sono sinceramente entusiasta e piacevolmente impressionato dalla sua complessa ricchezza, dalla sua fantasia debordante, dalla grandiosità strenuamente perseguita della sua opera, dal suo coraggio poetico, dalla sua tristezza e dalla sua spavalderia.

È un libro che, contrariamente alla muffa mediocre che si coltiva oggi in Germania, si può accostare alle opere artistiche più importanti di altre culture letterarie”. 

Georges Canetti 

Scrive ancora,  nella lettera al fratello Georges:

La gloria è solo una delle vie più facili che portano all’ immortalità. 

Nel 1981 ricevette il Premio Nobel per la letteratura “per opere contraddistinte dalla visione ampia, dalla ricchezza di idee e dalla potenza artistica”.

Mi è stato difficile portare a termine la lettura del libro “Lettere a Georges”, forse perché, non conoscendo le opere di Elias Canetti, non mi sono sentita, all’inizio, particolarmente interessata al carteggio intercorso non solo tra i due fratelli (Elias e Georges) ma anche tra Veza e il cognato, giovane medico omosessuale residente a Parigi. Lo trovavo poco stimolante, un poco noioso.

Ma è forse questo lo scopo di questa mia ricerca, un impulso ad ampliare le mie conoscenze e a stimolare la mia curiosità: molto probabilmente, più avanti, mi porterà a leggere anche Autodafé.

Elias Canetti (1905-1994)

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Veza ed Elias Canetti, lettere a Georges

 

Informazioni su Velia Loresi

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