Una cerimonia assurda (Lea, Jegor)

Dal matrimonio di Georg e Teresa nasce un maschietto che viene chiamato col nome del nonno paterno, Joachim. Come secondo nome, Teresa sceglie il nome del marito. Facendo una sintesi dei due nomi, Joachim Georg verrà chiamato Jegor.

E, come il suo nome, anche il suo aspetto sarà una sintesi delle caratteristiche ereditate: avrà la pelle chiara e gli occhi azzurri della madre e i capelli scuri come quelli del padre.

 Caravaggio, Il sacrificio di Isacco

Fu dopo, quando Teresa ebbe messo al mondo un maschio, che Georg cominciò ad agitarsi.

Come ogni neopadre aveva desiderato un figlio maschio. Era agitato per via dei suoi genitori, soprattutto della madre. Infatti, nonostante fosse al settimo cielo al pensiero di poter finalmente stringere tra le braccia un nipotino, Lea Karnowski aveva cominciato a guardare Georg negli occhi con muta rassegnazione. Non diceva nulla, si limitava a guardarlo, con aria supplichevole e patetica, come l’agnello guarda il lupo pronto a divorarlo.

Il primo giorno era convinto che non si sarebbe lasciato piegare. Non avrebbe sottoposto il piccolo a una cerimonia assurda per la sola ragione che migliaia di anni prima Abramo aveva promesso al suo Dio di circoncidere i discendenti maschi all’ ottavo giorno di vita. Quale legame c’era fra un medico che viveva nel bel mezzo dell’Europa occidentale e un patriarca nomade di parecchi millenni prima, con le sue usanze e i suoi patti di sangue?

Il secondo giorno, gli sguardi della madre lo turbarono tanto che cominciò a vacillare, ma ancora non cedeva. Se il bambino fosse stato ebreo da entrambi i lati, forse avrebbe accondisceso a quelle sciocche richieste. Che cosa non si fa per una mamma? Ma lo era da un lato solo. Certo Teresa non avrebbe detto nulla, perché lo amava, ma non poteva approfittarsene. Proprio perché lui era ebreo e lei cristiana, in questo ambito non doveva imporre la propria volontà né a lei né alla sua famiglia.

Il terzo giorno gli occhi di Lea erano così remissivi e colmi di lacrime che Georg non sapeva più dove nascondersi per sfuggirli. Lea taceva, ma il suo sguardo parlava. La mamma è in tuo potere, dicevano, puoi renderla felice o abbreviare i suoi giorni.

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Israel Joshua Singer, La famiglia Karnowski

 

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