Perché non mi hai dato i tuoi lineamenti? (Rebecca)

David Karnowski si è attentamente tenuto aggiornato sulle vicende della  guerra  osservando i movimenti delle truppe sulle carte militari dopo che nel 1914 Germania e Austria-Ungheria si sono schierate contro l’Impero russo colpevole di aver  invaso la Prussia orientale.

Tuttavia David è deluso da Georg: il figlio è finalmente tornato a casa ma,  come spesso succede in queste situazioni, si rifiuta di parlare di ciò ha vissuto curando i feriti sul fronte orientale.

Dopo aver a lungo ascoltato i lamenti dei feriti e dei moribondi e aver sentito da vicino l’odore della morte e della putrefazione, Georg prova un grande disgusto per tutto ciò che riguarda  la guerra e non ne parla neppure con la madre o con la sorella, che pure aveva con ansia atteso il suo ritorno, desiderosa di  farsi vedere assieme a lui dalle compagne di liceo.

Mosca, soldati tedeschi prigionieri

Ancora più delusa del padre era Rebecca, la sorella di Georg.

Nei pochi anni di assenza del fratello era cresciuta molto. Nonostante le privazioni che la famiglia aveva conosciuto, era in piena fioritura, alta e molto femminile per i suoi quindici anni scarsi e aveva aspettato con impazienza il ritorno di Georg. Non aveva mai smesso di vantarsi con le compagne di liceo, in attesa del gran giorno in cui avrebbe potuto farsi vedere insieme a lui in tutta la sua gloria di ufficiale.

“Georg, caro, non toglierti l’uniforme, “ lo supplicò baciandolo “ti sta così bene”.

“Non voglio più indossare quella porcheria, bella bimba” rispose Georg accarezzando le folte trecce nere della sorella.

Rebecca strappò le trecce dalle mani del fratello, i suoi grandi occhi neri si riempirono di lacrime. Non sopportava né di sentirlo chiamare “porcheria” la sua uniforme da ufficiale, né l’appellativo “bimba”. Soffriva già abbastanza perché la madre la trattava come una bambina, ci mancava solo lui, con il quale aveva tanto sperato di passeggiare per le strade per far credere alla gente che l’ufficiale in uniforme fosse il suo ragazzo. Nemmeno i complimenti che le fece per la sua bellezza riuscirono a cancellare lo sconforto. Del resto, non si trovava affatto bella.

Aveva la carnagione molto scura, grandi occhi neri e scintillanti, denti poco regolari, ma bianchi e sani, che si intravedevano tra le labbra piene e rosse. Le trecce erano nere come il carbone, tendenti al blu. Era alta e precocemente femminile, ma aveva un naso troppo forte, il naso dei Karnowski che conferiva agli uomini della famiglia carattere e virilità, ma era troppo mascolino e duro per un volto femminile. Quel naso importante, che attirava subito l’attenzione, faceva passare in secondo piano la sua bellezza. Rebecca ne soffriva molto.

“Mamma, perché non mi hai dato i tuoi lineamenti?” si lamentava ogni volta che si guardava allo specchio.

Lea non sopportava le rimostranze della figlia. Innamorata del marito, che considerava l’uomo più bello del mondo, era orgogliosa che i figli avessero preso da lui.

 Panzer IV tedeschi a Zytomyr, Ucraina, 1943

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Israel Joshua Singer, La famiglia Karnowski

Informazioni su Velia Loresi

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