Non all’ uscita dall’ Egitto

Conservo quest’altra breve riflessione di Leibowitz sulla festa di Pesah.

L’uscita dall’ Egitto è allo stesso tempo una redenzione e una non redenzione. È una redenzione in quanto risveglio celeste, e una non redenzione in quanto risveglio terrestre.

Già nella grande promessa in vista dell’uscita dall’ Egitto, nelle quattro espressioni di redenzione, è spiegata la profonda differenza tra la redenzione come mezzo e la redenzione come fine: “Vi farò uscire, vi libererò, vi riscatterò, vi prenderò, e voi saprete che sono il Signore, vostro Dio”; le prime quattro sono nelle mani del cielo, solo l’ultima è nelle mani dell’uomo.

L’ opera di salvezza non si trasforma in redenzione se colui che è salvato non vi partecipa in modo disinteressato, e non vi è nessuna redenzione nella salvezza se colui che ne è soggetto vi partecipa per il suo beneficio.

Non all’ uscita dall’ Egitto fu redento il popolo, il quale vide nel vitello d’oro il suo dio, che lo aveva fatto uscire dall’ Egitto; solo molte generazioni dopo, quando il popolo d’Israele accolse su di sé il dovere di custodire la Torah, l’uscita dall’ Egitto divenne per esso una redenzione.

Yeshayau Leibowitz

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Yeshayahu Leibowitz, Le feste ebraiche e il loro significato. Conversazioni 

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