Quattro espressioni per esprimere la redenzione

Nel periodo della Pasqua ebraica, mi piace leggere alcune pagine scritte dallo studioso Yeshayau Leibowitz che possano mostrarmi qualche aspetto di questa festa così importante, pur nelle differenze, per ebrei e cristiani.

Leibowitz, nato a Riga (oggi in Lettonia)  nel 1903, professore di chimica, è stato docente all’ Università Ebraica e studioso attento e acuto di argomenti di giudaismo. Ha pubblicato  libri su Moshe ben Maimon detto Maimonide, medico, filosofo e studioso di ebraismo morto nel 1204, e si è occupato di “Halakhà”  (Legge Ebraica).

Nel libro di Leibowitz dedicato alle feste ebraiche sono raccolti riflessioni e pensieri espressi alla radio israeliana dal 1976 al 1982.

Leibowitz ritiene necessaria la separazione fra Stato e religione ed è convinto che fede e scienza debbano procedere separatamente.

Rileggo alcuni punti delle sue riflessioni sulle quattro espressioni che, nel libro dell’Esodo, significano redenzione.  

Yeshayau Leibowitz

Nella ‘parashah’ dell’uscita dall’Egitto sono state usate quattro espressioni per esprimere la redenzione: “E vi  ‘farò uscire’ da sotto le fatiche dell’Egitto, e vi ‘libererò’ dalla loro schiavitù, e vi ‘riscatterò’ con braccio teso, e con grandi giudizi; e vi prenderò come popolo per me” (Es 6,6-7); e secondo la tradizione, non si sa se di origine halakhica o haggadica, in riferimento a queste quattro espressioni di redenzione sono stati istituiti i quattro bicchieri di vino del seder pasquale……

——

Libertà significa liberazione da una schiavitù , e proprio con l’uscita dall’ Egitto il popolo fu liberato dalla schiavitù del faraone: tuttavia quest’aspetto esaurisce il significato del termine libertà?

 A chi indica le quattro espressioni che abbiamo riportato, diciamo: “Guarda alla fine del versetto”; e proprio nel seguito ne troviamo una quinta, che dice: “Sarò per voi Dio, e voi saprete che sono il Signore” (ES 6,7), che è, di fatto, la spiegazione della quarta: “E vi prenderò come popolo per me”.

Dinanzi a ciò che il Santo, benedetto sia, fa per il popolo d’Israele, che lo fa uscire, lo libera, lo riscatta e lo prende per sé, è assegnato un compito anche a Israele, ossia la funzione specifica di essere il popolo del Signore.

Il significato della frase: “Sarò per voi Dio”, è che Israele accolga il Signore come Dio, come, successivamente, spiega il versetto stesso: “E voi saprete che sono il Signore”, ed è questa la vera liberazione, secondo il detto dei nostri Saggi: “Non è veramente libero se non colui che si occupa della Torah”.

L’espressione “che si occupa della Torah”, nel suo senso ampio, non indica semplicemente lo studio della Torah, ma anche l’ adempimento pratico dei precetti della Torah, tramite cui l’uomo si libera della più dura delle schiavitù, ossia dalla schiavitù della natura, delle pulsioni, degli istinti dei desideri e dagli interessi, che sorgono perché siamo parte della natura; e il significato profondo dell’ uscita dall’ Egitto non consiste in altro se non nel dono della possibilità offerta al popolo d’Israele di accogliere su di sé il giogo della regalità divina….

——

…non siamo ancora riusciti a liberarci dalla schiavitù della nostra natura umana. Questa situazione ci insegna che la parte fondamentale del ringraziamento per la redenzione non riguarda ciò che accade al popolo d’Israele nel corso della storia, poiché, in definitiva, tutto quello che accade è indifferente, in quanto riguarda l’azione del signore nel suo mondo, anche se noi, dal nostro punto di vista, diamo a degli avvenimenti specifici il nome di redenzione o salvezza, oppure, ad altri avvenimenti, di calamità, di pogroms o di shoah.

 ++++++++++++++++ 

Yeshayau Leibowitz, Le feste ebraiche e il loro significato. Conversazioni (Dal capitolo “Riflessioni sulla festa di Pesah: tempo della nostra liberazione)

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Questa voce è stata pubblicata in YESHAYAU LEIBOWITZ, Le feste ebraiche e il loro significato e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.