Mi trascini nei fiotti di colore

Marc Chagall era nato nel 1887 presso Vitebsk, città sulla Dvina, che allora faceva parte dell’ Impero russo e che oggi si trova in Bielorussia.
VitebskVitebsk
Marc apparteneva ad una famiglia ebrea: il suo vero nome era Moishe Segal. Studente di pittura, si era trasferito a San Pietroburgo munito di un permesso speciale. In effetti allora non era possibile per gli ebrei risiedere in quella città. Lì aveva frequentato l’Accademia Russa di Belle Arti.
Tornato per un breve soggiorno a Vitebsk, aveva conosciuto Bella Rosenfeld.
Bella era una  studentessa brillante e, nonostante la sua origine ebrea, le era stato consentito di studiare Letteratura all’Università di Mosca.
Marc si era recato a Parigi per seguire i suoi sogni di pittore. Nel 1915 era tornato a Vitebsk e aveva sposato Bella.
Marc e Bella ChagallMarc e Bella Chagall
Quando i nazisti invasero la Francia, Marc e Bella riuscirono a fuggire. Si stabilirono negli Stati Uniti dove Bella morì nel 1944.
Nel 1960 Marc Chagall creò per la Sinagoga dell’ospedale Hadassa nel quartiere Ein Kerem a Gerusalemme delle vetrate rappresentanti le tribù di Israele. Una di queste vetrate venne danneggiata dai bombardamenti durante la guerra dei Sei Giorni. Chagall affermò di essere preoccupato non per le sue opere ma per la salvezza dello Stato di Israele.
Vetrata per la sinagoga dell'ospedale Hadassa a Ein Kerem, sobborgo di Gerusalemme
Rileggo le pagine nelle quali Bella rievoca il nascere di quel sentimento tenero e forte che la legherà sino alla  morte a Marc Chagall e che ne influenzerà la pittura.
Era riuscita a sapere la data del suo compleanno. In quel giorno, aveva raccolto dei fiori azzurri e si era recata a casa del giovane per fargli gli auguri.
 Quell’ estate avevi una stanza per te. Te lo ricordi? Un po’ in disparte dalla casa dei tuoi genitori, una camera in affitto presso una guardia. La sua casetta bianca, dalle imposte rosse, come i colori del suo berretto estivo, bianco con i bordi rossi, si trovava all’ angolo di una via. C’era un lungo steccato che circondava un grande giardino. Al centro una chiesa.

Pensavi di sicuro che  guardia e Santa Chiesa ti avrebbero protetto da tutto, anche da te stesso.
Vero?
Busso sulla tua imposta che spesso lasciavi appena socchiusa, anche di giorno………
Ho ancora i fiori in mano. Non riesco a stare ferma. Vorrei metterli nell’ acqua. Appassiranno. Ma subito li dimentico.

Ti sei gettato sulla tela che vibra sotto la tua mano. Intingi i pennelli. Il rosso, il blu, il bianco, il nero schizzano. Mi trascini nei fiotti di colore. Di colpo mi stacchi da terra, mentre tu prendi lo slancio con un piede, come se ti sentissi troppo stretto in questa piccola stanza. Ti innalzi, ti stiri, al soffitto svolazzi. La tua testa si rovescia all’ indietro e fai girare la mia…Mi sfiori l’ orecchio e mormori…
Ascolto la melodia della tua voce dolce e grave. Persino nei tuoi occhi si sente questo canto, e tutti e due all’ unisono, lentamente, ci libriamo al di sopra della stanza abbellita e voliamo via.

Davanti alla finestra vorremmo passarci attraverso. Fuori, nuvole, cielo azzurro ci chiamano. I muri decorati di scialli girano intorno a noi e ci fanno girare la testa. Campi di fiori, case, tetti, cortiletti, chiese, nuotano sotto di noi…
Il compleannoDisegno di Marc Chagall, Il Compleanno

“Il mio quadro ti piace?”. Eccoti tornato sulla terra. Guardi la tua tela, guardi me. Ti stacchi dal cavalletto, ti riaccosti.
“C’è ancora molto da fare? Non si può lasciare così? Dimmi, o devo ancora lavorarci?”.
Parli per te solo. Aspetti e hai paura di ciò che ti dirò.
“Oh!  È bello. È bello come sei volato via… Lo chiameremo il Compleanno”.
Il tuo cuore si placa.
“Tornerai domani? Dipingerò un altro quadro… Voleremo via”.

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Marc Chagall, Come fiamma che brucia. Io, la mia vita e Marc Chagall

Bella Chagall, Come fiamma che bruciaBella Chagall, “Come fiamma che brucia”, titolo originale: “Lumières allumées”

 

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