Continuammo a ballare per tutta la notte

Yoram Kaniuk, ex-combattente nel Palmach, ricorda di aver visto, nel luglio del 1947,  nel mare di fronte alla sua terra, passare la nave Exodus 1947. Era la nave che, partita dal porto di Sète con a bordo 4.515 ebrei sfuggiti ai campi di sterminio nazisti, tentava di raggiungere le coste della Palestina, allora ancora sotto il mandato britannico.

Il governo inglese aveva bloccato l’immigrazione ebraica in seguito ai tumulti scoppiati tra arabi ed ebrei e già prima della Exodus altre navi avevano tentato di forzare il blocco britannico, molto spesso senza riuscirvi.
La Exodus 1947, guidata dal comandante Yitzhac Aronowicz, venne speronata  da navi da guerra inglesi quando si trovava già a circa 40 chilometri dalla costa della  Terra d’Israele. Ci furono tre morti e molti feriti e la nave fu costretta a tornare in Europa.
Yoram Kaniuk parla di quel periodo con ironia triste e spesso disincantata.

Yoram Kaniuk

A luglio la nave Exodus passò davanti alle coste del paese e sentimmo alla radio dell’esercito il discorso del comandante; tutto il paese ne parlava. La nave era stata rispedita in Germania, e poi i delegati delle Nazioni Unite invocarono la fondazione di due Stati in Palestina e fu un tripudio di gioia.
Gli alberi festeggiavano.
I pali della luce festeggiavano.
Le tinozze sui tetti festeggiavano.
Quando arrivò novembre, tutti uscirono fuori o si radunarono intorno a chi aveva un apparecchio radio e ridevano, felici come non lo erano mai stati e non lo sarebbero mai più stati, a contare con emozione, ansia, aggressività, supplica, fede, timore i voti delle Nazioni Unite. Dietro le finestre aperte, nei bar, dai ciabattini, nelle panetterie –tutti urlavano il conto come se fosse stata una preghiera.
Migliaia di persone che contavano insieme: 1, 2, 3, 4… e poi ci fu il boato. Erano finiti duemila anni di esilio e di paura e umiliazione.
Ballavamo per le strade. Ballavamo per quello che anni dopo avrebbero detto che era stato l’inizio della nakba. Avrebbero detto che avevamo causato la nakba per cacciare gli arabi.

Combattente del Palmach, al posto di guardia
In via Dizengoff angolo Frishman c’era uno spiazzo di fronte al terreno dove in seguito avrebbero costruito il teatro Cameri che adesso è il teatro Beit Lessin –qualcuno portò della legna per il falò e i proprietari dei bar offrirono da bere e continuammo a ballare per tutta la notte e l’indomani mattina presto la guerra cominciò.
Spararono innanzitutto ai trasporti interurbani.

Sulle macerie di un villaggio distrutto, 1948
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Yoram Kaniuk, 1948

 

 

 

 

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