Avevano detto che Ben Gurion aveva fondato uno Stato

“…volevo scrivere sul serio sulla cosa più buffa che mi è capitata in guerra.”

Nel suo libro “1948” Yoram Kaniuk, nato a Tel Aviv, narra in maniera ironica e divertente, come, nel 1948, abbia contribuito a fondare il nuovo stato di Israele senza neppure sapere cosa fosse uno stato.  Rievoca i suoi ricordi di quel tempo entusiasmante e terribile quando, a diciassette anni e mezzo, studente liceale, si era arruolato come volontario nel Palmach con l’intento di aiutare gli ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio a sbarcare sulle coste della Terra d’Israele ed era piombato nell’orrore della guerra d’Indipendenza. I suoi insegnanti gli avevano parlato di stato ma questo era un concetto che non era riuscito a comprendere bene.

Il Palmach (Plugot Mahatz, “compagnie d’attacco”) era stato fondato nel 1941 dall’esercito britannico e dalla Haganah, organizzazione paramilitare ebraica, con l’obiettivo di collaborare con gli inglesi e proteggere la Palestina. Vi vennero addestrati giovani fra i 18 e i 20 anni. Il Palmach fu chiamato a proteggere gli insediamenti ebraici durante la guerra arabo-israeliana del 1948.

Palmach
Così è successo a noi. Siamo partiti con l’idea di andare a prendere gli ebrei in mare e siamo finiti a fondare uno Stato fra le montagne di Gerusalemme. È un errore dire che stavamo combattendo per fondare questo Stato.

Del resto, come facevamo a sapere come si fonda uno Stato? L’aveva già fatto qualcuno prima di noi?  Stronzate, lo Stato ebraico era una nota rubata dallo shofàr di qualcun altro, e sì, chissà come, in virtù di un miracolo che in fondo era un fatto, quella nota ha raggiunto il suo scopo. E infatti, quando il Palmach conquistò Safed (io non c’ ero), il rabbino della città disse che Safed era stata redenta con la forza del miracolo e dei fatti: i fatti erano le preghiere  e il miracolo era che il Palmach fosse arrivato. Dunque i miracoli erano pertinenza nostra.

Quello di “Stato” era un concetto nebuloso, perfino ridicolo. La prima cosa che sappiamo sulla storia del nostro popolo è che nostro padre Abramo è scappato dalla sua patria perché ha sentito la voce di Dio, ma mica il Dio di Mosè, un altro Dio, cananeo, che ad Aram dei due fiumi gli ha detto: Vai, vattene dalla tua patria! Allora come facevamo noi a sapere cos’ è l’ amor di patria? E allora, proprio noi fra tutti i popoli –a nessuno dei quali è saltato in mente di scappare dalla propria patria per duemila anni-, proprio noi dovevamo diventare di colpo un popolo capace di amare un paese che non era suo e fondarci anche uno Stato? Proprio noi, popolo dei bagagli, delle erranze, della nostalgia, per un posto dove non eravamo mai stati.
Abramo era arrivato nella terra dei suoi sogni e ci aveva trovato la carestia, così era subito sceso in Egitto per trovare di che vivere e da lì era tornato dopo molto tempo, come oggi un israeliano americano torna ricco sfondato dalla California.

Poi il Dio degli ebrei si era stufato di creare mondi e aveva deciso di creare un nuovo mondo ebraico che cominciò in cielo e solo dopo arrivò in terra, perché gli Stati mica abitano in cielo. Allora avremmo fondato uno Stato di nomadi?  Noi -i mugichi del Santo benedetto, che lo avevamo in uggia, che il “fuori dalla Terra d’Israele” era il nome con cui chiamavamo qualunque altro posto della terra, e gli Stati veri li conoscevamo solo attraverso la nostra collezione di francobolli, noi che dal nostro punto di vista eravamo convinti, seguendo la grandezza e la bellezza dei francobolli, che il Lussemburgo era più grande degli Stati Uniti, noi che se avevamo imparato qualcosa sugli Stati era come aspirare a uno Stato ma non certo come fondarlo, soprattutto se c’era da fondarlo in una regione a noi ostile –qui, noi avremmo fondato uno Stato?
Ma, come si diceva allora quando si era in vena di giochi di parole, per l’ impossibile ci stiamo attrezzando……

Yoram Kaniuk

Improvvisamente udimmo delle urla. Non proprio urla, piuttosto degli strilli selvaggi. Qualcuno venne a svegliarci in quel buio tremendo e annunciò con voce rauca e un miscuglio di riso e pianto che qualcuno aveva sentito da qualcuno che aveva sentito da una radio a pile che avevano detto che Ben Gurion aveva fondato uno Stato, e poi aggiunse: Orsù ( a quell’ epoca si usavano parole del genere)  cantiamo la Hatikvà, e noi dicemmo a quel coglione: Ma che vuoi? Non sappiamo nemmeno le parole a memoria, e poi dov’è questo Stato che Ben Gurion avrebbe fondato? Lui rispose che gli avevano detto che l’aveva fondato a Tel Aviv e noi gli dicemmo: Senti un po’, noi siamo qui sotto assedio, a Gerusalemme, siamo a Bab el Wad e da queste parti non c’è nessuno Stato, Gerusalemme mica sta nello Stato di Tel Aviv, e ci addormentammo. 

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Yoram Kaniuk, 1948

 

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