Nella nostra memoria collettiva

Un altro bellissimo libro, “Una strana fortuna” di Maurice Grosman si aggiunge alla mia raccolta.
Strana fortuna davvero quella del piccolo Maurice che si salva da una retata dei soldati tedeschi, a Parigi, nel 1942, perché si trova in ospedale. Un suo compagno, sferrando un calcio a lui, piccolo ebreo con la stella gialla, gli ha procurato una frattura che lo renderà invalido per tutta la vita. Ma Maurice è forte. A quindici anni, scampato alle persecuzioni naziste, non può continuare gli studi e deve iniziare a lavorare.
Una volta adulto, aprirà un piccolo negozio di abbigliamento maschile e, nel 1975, creerà il marchio Celio, prêt-à-porter e accessori per uomo. I figli Marc e Laurent porteranno avanti la sua attività aprendo sino a 1000 boutiques di cui 500 in Francia.

Dalla Postfazione del libro

Trovandomi solo in ospedale, ho avuto molto presto il presentimento, la quasi certezza, che avevo perso tutta la mia famiglia, che non li avrei rivisti mai più. Se non ricevevo notizie di mia madre, di mio fratello e delle mie sorelle era perché li avevano presi, come avevano preso mio padre l’anno precedente. Lo sentivo, lo sapevo.
Allora ho fatto ricorso a tutte le mie forze per rassegnarmi a questa idea. Mi sono considerato un orfano.
Credo che ciò che mi ha dato l’energia necessaria proveniva dalla mia appartenenza ebraica. Questa risorsa, noi ebrei, ce l’abbiamo nella nostra memoria collettiva, direi quasi nelle nostre vene.
Per duemila anni siamo stati perseguitati, cacciati, un po’ dovunque, in Polonia e in Russia con i pogrom, o in precedenza nella Spagna dei re cattolici. Anche quelli che erano protetti, come fu il caso degli “ebrei del papa” del Contado Venassino, dovevano pagare un tributo per la loro protezione e sapevano che comunque erano alla mercé di un cambiamento di regno o di una decisione politica arbitraria.
Io credo che questa lunga storia, in un modo o nell’ altro, si trasmette all’ interno delle nostre famiglie. Ha creato dei riflessi. Un bambino riceve senza saperlo i messaggi inviati dai suoi. Senza dubbio, fin dalla prima infanzia, avevo la convinzione che niente fosse acquisito o assicurato, che tutto poteva crollare.
Allora mi sono detto: “Sei un orfano. Non hai più nessuno. Tocca a te sbrogliartela”……..
Senza dubbio la mia forza di resistenza dipende da questo: io ero corazzato fin dal principio.

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Maurice Grosman, Una strana fortuna 

Informazioni su Velia Loresi

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