Lo chiavano sempre “l’ ebreo”

“Andrei fu accettato fuori dell’ambiente giudaico perché seppe dar prova della sua forza fisica contro gli “altri “ e vincerli; però egli sapeva che dietro alle spalle lo chiamavano sempre “l’ ebreo”.

Sempre ebreo, per quanto facesse e ottenesse! Sempre il muro fra lui e “loro”.

Non sarebbe riuscito a farsi veramente accettare…Proprio ciò che più bramava, più gli sfuggiva.

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Leon Uris, Mila 18. Il romanzo della rivolta del ghetto di Varsavia

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