Assimilato eppure respinto

Gli abitanti del suo quartiere avevano conosciuto l’opulenza; le vie erano piene di piccoli negozi, botteghe artigiane nel retro delle quali potevi trovare veri tesori.

Da qualche anno tuttavia non era più così e probabilmente nessuno dei suoi colleghi e concorrenti, ormai, avrebbe corso il rischio di grossi investimenti, di importanti scorte di pietre preziose da far fruttare al momento opportuno.

Anche per questo il cuore di Abramo era ancora così in subbuglio quel pomeriggio.

Jalta

Camminava elegante nel tepore del sole, con i pantaloni del vestito leggero che si abbandonavano morbidi intorno alla gamba e la raffinata giacca nera sbottonata sul panciotto di seta bianca.

La barba, precocemente imbiancata, gli accompagnava corta e discreta il mento e sulla testa calzava un cappello bianco guarnito da un nastro nero che sollevava con sussiego incontrando i conoscenti.

Per pura eleganza, recava con sé un bastone di osso con il manico in avorio. Un oggetto sofisticato sul quale sovente si appuntavano invidiosi gli sguardi degli altri uomini. Un ebreo ‘assimilato’, dunque. Nel vestiario, nel rispetto per lo zar, nell’ amore per la patria.

Assimilato, eppure respinto con ripugnanza.

 L’ assimilazione era sembrata a molti nei decenni precedenti l’ ultima spiaggia, l’ultima via possibile per restare nella terra dove erano seppelliti i propri cari. Su questo Abramo Davidovich aveva insistito da sempre con i suoi compagni di fede, a ogni occasione, approfittando del grande rispetto che tutti nutrivano per lui nella comunità. Talvolta si scopriva a sostenerlo ancora, anche se in realtà non ci credeva più. Perché per asssimilarsi bisogna essere in due.

La diversità degli ebrei, invece, anche dei meno religiosi, anche dei più ricchi, colti, europeizzati, anche dei più dandy nel vestire, anche di quelli che non avevano mai parlato una parola di yiddish o non frequentavano la sinagoga, era negli occhi dei russi.

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Fania Cavaliere- Il Novecento di Fanny Kaufmann

 

Informazioni su Velia Loresi

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