Senza fine

 In piedi! Appello!

In piedi. Ci contano. Seduti. Ancora in piedi. Di nuovo per terra. Senza fine. Attendevamo con impazienza che ci portassero via. Che si aspettava? L’ordine infine arrivò: “Avanti!”.

Mio padre piangeva. Era la prima volta che lo vedevo piangere. Non mi ero mai immaginato che sarebbe potuto succedere. Mia madre, lei marciava, il volto chiuso, senza esprimere una parola di preoccupazione. Io guardavo la mia sorellina, Zipporà, i suoi capelli biondi ben pettinati, un cappotto rosso sul braccio: una bambina di sette anni. Sulle spalle, un sacco troppo pesante per lei. Serrava i denti: sapeva già che lamentarsi non serviva a nulla.

I gendarmi distribuivano qua e là colpi di manganello:”Più svelti!”. Io non avevo più forze. Il cammino era appena agli inizi e io mi sentivo già così debole.

-Più svelti! Più svelti! Avanti, sfaticati! – urlavano  gendarmi ungheresi.

È in quel momento che ho cominciato a odiarli, e il mio odio è l’unica cosa che ci lega ancora oggi.

Erano i nostri primi oppressori, erano il primo volto dell’inferno e della morte.

Ci ordinarono di correre. Prendemmo il passo di corsa. Chi avrebbe creduto che eravamo così forti?

Da dietro le loro finestre, da dietro le loro imposte, i nostri compatrioti ci guardavano passare.

Infine arrivammo a destinazione. I sacchi gettati per terra, ci lasciammo cadere:

-Mio Dio, Signore dell’Universo, abbi pietà di noi nella Tua grande misericordia…

Baracche a Birkenau

Non è mai finita

“…La lista dei “docenti ebrei” (che  in realtà sono tre, tutte vecchie, l’ennesimo ritorno delle firme di appelli di solidarietà usate contro i loro autori, di cui molti sono buoni cattolici o laici senza religione) richiama altre liste: la lista dei docenti e degli studenti ebrei che nel ’39 furono espulsi da tutte le scuole del regno, e di quelli che furono buttati fuori da associazioni, professioni, unioni: non è tanto, sono passati poco più di settant’anni, mio padre e mia zia l’hanno vissuto. Le lista delle deportazioni, quella che permise ai poliziotti italiani e francesi e ungheresi e lituani e ucraini e altri ancora, non solo tedeschi di andare casa per casa a rastrellare gli ebrei per mandarli nei campi. Le vecchie liste dell’Inquisizione spagnola, che sapeva chi era figlio e nipote di ebrei. Le liste che si trovano nella Bibbia, della Persia di Ester e dell’Egitto dove gli schiavi erano bene organizzati in squadre con sovraintendenti responsabili della produttività…

 … la sola difesa contro una, dieci, cento Tolosa, contro Auschwitz, contro gli autos da fe in cui l’Inquisizione bruciava gli ebrei, contro l’odio che non è generico razzismo ma tentativo sistematico di eliminare il popolo ebraico, è lo stato di Israele.

 E il modo per cercare di distruggere gli ebrei oggi non è solo sparare ai bambini, ma anche boicottare, sanzionare, cercare di strangolare Israele.
Questo è ciò che hanno in comune gli eventi di questi giorni. Sono la continuazione della Shoà sotto altre forme. Questo è il “demone” che ha in corpo l’ Europa (oggi principalmente rappresentato dagli islamisti e dai loro alleati, senza distinzione fra destra e sinistra): l’ossessione genocida antisemita….”

da; “Non è mai finita”, Ugo Volli, 2 ottobre 2012

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Elie Wiesel – La notte  

 

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I love Israel
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