La soluzione perfetta

Negli annali della Terra d’Israele il 1936 è noto come l’ anno in cui cominciò la rivolta araba contro gli inglesi, chiamata anche “gli incidenti”. A casa nostra, invece, successero altre cose piuttosto importanti, che congiurarono con zio Isaia e i suoi propositi di vendetta. Di una ho già detto: all’ epoca a Nahalal si costruirono le prime vere e proprie abitazioni, al posto di baracche e tende. Il paese fu allacciato alla rete elettrica, e la notizia arrivò persino su un giornale ebraico americano che zio Isaia leggeva abitualmente. Fra l’altro, nonna Tonia non si lasciò sfuggire l’ opportunità  di cucinare i pasti per gli operai della compagnia elettrica e rimpinguare così le magre casse di famiglia.

La seconda cosa è che la sua ossessione per la pulizia si stava rapidamente facendo una nomea: dalla Valle di Jezreel in Palestina la notizia giunse fino a Los Angeles, in California, Stati Uniti.

È andata così, mi raccontava mia madre: prima le voci si sono diffuse nella pianta circolare di Nahalal, e poi, come da un tubo per l’irrigazione negli agrumeti, s’è diffusa nei campi. Per farmi capire meglio, apriva l’atlante Brawer sulla “cartina della Bassa Galilea e valli”, prendeva una matita gialla e mi mostrava i confini della regione. Ecco, qui c’è Nahalal, qui il Carmelo, qui il fiume Kishon e il monte Ghilboa e la collina Ha-Moreh. Le voci sono salite qui e poi si sono diffuse lì, così hanno inondato tutta la Valle.

Valle di Jezreel

All’ epoca nella Valle vivevano molti amici di suo padre, pionieri della seconda e terza ondata immigratoria –erano a Ein Harod e Kfar Ezekiel e Kfar Yehoshua e Merhavia e Tel Adashim-, così ben presto le storie su nonna Tonia arrivarono sino in cima al Carmelo, e di lassù fu tutto più facile.

Le voci dilagarono verso occidente e, una volta giunte al mare, mia madre chiudeva l’ atlante Brawer e metteva sul tavolo il piccolo mappamondo che avevo avuto per il mio compleanno, perché di lì in poi le voci andavano per i continenti.

Come si propagavano? Molto semplice: come fanno sempre le voci, mettendo le ali e spiccando il volo. Dapprima sopra il Mediterraneo, sorvolando Creta e la Sicilia –ecco, queste isole qui e qui-, passando di bocca in bocca e da un’ isola all’ altra, sino ad arrivare allo stretto di Gibilterra –cosa che mi stupiva sempre un po’. Non tanto la realtà di quelle voci, quanto il fatto che le storie di mia mamma sulla sua e quelle di mio papà su Scilla e Cariddi, Icaro e Ulisse avessero per supporto lo stesso mappamondo e si svolgessero negli stessi posti.

Comunque fosse, le voci traversarono l’ Oceano Atlantico e approdarono sui lidi d’America. Qui volarono sopra gli Appalachi e le Grandi Pianure, sopra la Sierra e i deserti del selvaggio West, finché la punta appuntita della matita gialla si posava sulla California. Era così appuntita, la punta della matita, da fissarsi proprio sulla finestra dell’ufficio dello zio Isaia a Los Angeles. Ecco: proprio qui.

“E poi cosa è successo?”

In effetti, è andata così: lo zio Isaia aveva appena letto sul giornale delle nuove case costruite a Nahalal e dell’ allacciamento alla rete elettrica. Fece due più due fra la notizia stampata e le voci giunte in volo, chiuse gli occhi e sorrise soddisfatto. Tutto fu chiaro di colpo. Le pulizie di nonna Tonia, la nuova casa, la corrente elettrica divennero una cosa sola. La sua sete di vendetta aveva trovato la soluzione perfetta: lo zio Isaia decise di mandare un aspirapolvere al fratello pioniere e alla cognata pioniera! Un aspirapolvere elettrico, grosso e pesante, che il fratello non avrebbe potuto rimandargli indietro come aveva fatto con i dollari nelle buste.

 Jezreel significa “il Signore seminerà”. E veramente, il Signore ha seminato in questa valle!  I terreni paludosi sono stati bonificati dai pionieri nelle varie ondate migratorie ed ora, in questa terra fertile, si coltivano grano, cotone, girasoli, mais e si allevano pecore e persino pesci.

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Meir Shalev E’ andata così

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