Annientare l’ esercito egiziano

U Thant, criticato per la sua acquiescenza alle richieste di Nasser, decide di partire per Il Cairo in una missione di mediazione. Il 14 maggio, giorno dell’ ingresso delle truppe egiziane nel Sinai, inizia quella che gli israeliani chiameranno Ha-Hamtana, l’ Attesa, in un crescere spamodico della tensione. Ed ecco, il 17 maggio, due MiG- 21 egiziani compiono un volo di ricognizione sul suolo israeliano. Viene iniziata l’ operazione Blue Bird per potenziare la protezione dei campi di atterraggio.

Aharon Yariv

Aharon Yariv, capo di Aman, i servizi segreti militari, viene incaricato di un non facile compito: valutare il momento in cui il mondo arabo sarà pronto a lanciare un attacco. Probabilmente-afferma Yariv- le forze egiziane, che ammontano a 80000 uomini, compiranno brevi attacchi conquistando alcune zone del Negev e provocando, in questo modo, una risposta israeliana. Poi inizieranno a bombardare

…Eshkol continuava a consigliare prudenza. Chiese ai suoi ministri di astenersi da dichiarazioni pubbliche sul diritto di Israele di passare liberamente attraverso lo stretto, e ai suoi diplomatici di evitare un dibattito al Consiglio di sicurezza che, nel migliore dei casi, non avrebbe prodotto nessun risultato…

Il presidente americano Johnson scrive a Eshkol che gli Stati Uniti non accetteranno nessuna responsabilità in caso di azioni per le quali non siano prima stati consultati. Eshkol chiede sostegno a De Gaulle e rivolge un appello al governo britannico di Harold Wilson ma nessuno si mostra disponibile a rilasciare una dichiarazione di sostegno alla sicurezza di Israele. Il 20 maggio già 6 divisioni egiziane sono pronte nel Sinai e gli stati arabi sono in fermento; la mobilitazione di 80000 riservisti costa un alto prezzo a Israele. Nonostante sia convinto che la guerra ci sarà, Eshkol  si limita a rimproverare Nasser di aggrapparsi a voci menzognere.

Rabin stava già pensando a un’ azione preventiva, in particolare a un attacco massiccio per annientare la forza area egiziana. L’ aviazione israeliana (IAF, Israeli Air Force) studiava un piano del genere –nome in codice “Focus” (Moked)- già da diversi anni, e il capo di stato maggiore aveva fiducia nel suo successo. Molto più incerta appariva invece la campagna di terra.

 Rabin è sottoposto a un grandissimo stress. Il 21 maggio risponde farfugliando ai giornalisti che lo intervistano e sembra quasi sull’ orlo di una crisi nervosa. Quel giorno stesso viene convocato da Ben Gurion a  Sde Boker.

 Sde Boker

Affrontare Nasser senza almeno una grande potenza alle spalle sarebbe stato come minimo disastroso per Israele, avrebbe messo a repentaglio tutti i successi ottenuti in fatto di sicurezza negli ultimi vent’ anni; forse un atto suicida. Una speciale reprimenda fu riservata, naturalmente a Eshkol: “Assumersi la responsabilità di decidere se entrare o no in guerra devono essere il primo ministro e il gabinetto. Non è una decisione che possa prendere l’ esercito…”

Ma non è finita. Rabin vuole sapere che cosa pensi l’ex capo di stato maggiore Moshe Dayan del nuovo piano sviluppato nel caso che Nasser decida di bloccare lo stretto di Tiran. Questo stretto canale, largo appena 7 miglia, è molto importante per Israele poiché permette di ricevere con facilità il petrolio iraniano e stabilire punti d’ appoggio in Asia e in Africa.

Invece di limitarsi a difendere il confine, le IDF avrebbero conquistato Gaza per poi scambiarla con il ripristino della libertà di navigazione attraverso Tiran. Il nome in codice del piano era ”Atzmon”, e quando quella sera Rabin glielo presentò, Dayan lo respinse. C’ erano troppi profughi a Gaza, obiettò, e Nasser sarebbe stato ben contento di scaricarli su Israele. Non c’ era una risposta territoriale alla chiusura dello stretto, ma solo una militare e psicologica. Bisognava annientare l’ esercito egiziano e umiliare Nasser.

Gli Stretti di Tiran sono degli stretti passaggi di mare formati dalla presenza dell’ isola di Tiran nel punto del golfo di Aqaba in cui la distanza tra la penisola del Sinai e la penisola araba si riduce a una ventina di chilometri. Gli stretti separano il golfo di Aqaba dal Mar Rosso. Ad est dell’isola di Tiran si trova Sanafir, una seconda isola che divide lo stretto tra Tiran e l’ Arabia Saudita in due ulteriori stretti.

Quanto a Nasser, se scacciare l’ Unef è stata una cosa, ripristinare il blocco di Tiran è molto più pericoloso. Tuttavia le parole del feldmaresciallo ‘Amer tolgono ogni dubbio. “ Come possono le mie forze di stanza lì (a Sharm el-Sheikh) –afferma- stare semplicemente a guardare la bandiera israeliana passar loro davanti?”. Su suo ordine, un cacciatorpediniere e una flottiglia di siluranti vengono inviati a sbarrare lo stretto alle navi israeliane. È una dichiarazione di guerra.

Al Cairo, U Thant incontra  Nasser, che considera un uomo affascinante, un vero leader del popolo. Nasser risponde alle sue richieste dicendo che il concentramento di soldati nel Sinai è reso necessario dalle mire di Israele sulla Siria oltre che dalla dignità e dall’onore arabi.

Ezer Weizman

Alle 2,30 del 23 maggio, la notizia del blocco giunge all’ intelligence nella Bor (la Fossa) scavata in profondità sotto il quartier generale dell’ esercito a Tel Aviv. Rabin annuncia che lo stretto sarà chiuso quel giorno stesso. Sarà l’ aviazione a iniziare l’ offensiva con un attacco a sorpresa, poi le forze di terra avanzeranno nel Sinai. Ezer Weizman, a capo delle operazioni delle IDF, assicura che la prima ondata israeliana arriverà sugli obiettivi senza essere scoperta. Abba Eban è contrario a un’ operazione militare.

…parlò al Consiglio dei ministri di una richiesta che aveva ricevuto da Washington: Israele doveva accettare un periodo di consultazioni di qurantott’ ore , durante le quali gli Stati Uniti avrebbero considerato la possibilità di formare un convoglio multinazionale per scortare navi israeliane attraverso Tiran.

Rabin intanto ha messo da parte i propri dubbi: Israele deve entrare in guerra. Ma nella notte del 23 maggio ha un crollo nervoso. Il suo ruolo viene di fatto assunto da Weizman.

Ezer Weizman 1924-2005), politico e militare israeliano, settimo Presidente di Israele dal 13 maggio 1993 al 12 luglio 2000. È stato comandante dell’aviazione militare israeliana dal luglio del 1958 all’aprile del 1966

Ben prima della mezzanotte del 25, i blindati israeliani erano in movimento verso il confine.

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Michel Oren, La Guerra dei Sei giorni. Giugno 1967: alle origini del conflitto arabo-israeliano

 

 

 

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